Pesticidi: residui nell’83% dei campioni di terreno raccolti in Europa

Si è molto discusso sull’opportunità di non fare ricorso ai pesticidi nei terreni. È stato appurato da diverse ricerche scientifiche che essi rilasciano dei residui che durano a lungo nel tempo, incidendo negativamente anche sulla nostra salute.

I pesticidi possono entrare a far parte della catena alimentare umana molto facilmente, di conseguenza il pericolo è davvero dietro l’angolo. Eppure forse non tutti sanno che in Europa questo rischio è davvero molto più diffuso di quanto si possa pensare.

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Uno studio recente svolto nei Paesi Bassi ha messo in evidenza come nell’83% dei campioni di terreno esaminati risalenti al 2015 provenienti da 11 Stati dell’Europa fossero presenti molte sostanze chimiche nocive utilizzate originariamente come pesticidi. Più di tutte comparivano le tracce di glifosato, al centro di un dibattito molto complesso negli ultimi anni, ma poi anche resti di fungicidi e di DDT.

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Gli esperti dell’Università di Wageningen che hanno condotto lo studio si sono dichiarati molto allarmati perché questi residui tendono a rimanere a lungo nel terreno, potendo contaminare anche altri elementi naturali con cui si trovano a stretto contatto.

Tutto ciò sicuramente rappresenta un rischio per la salute e la questione proprio per questo motivo non è affatto trascurabile. Il nocciolo dell’argomento è sempre lo stesso: fino a quando non si prenderanno misure prevetive più strette per evitare conseguenze irreparabili?

28 novembre 2018
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