La multinazionale biotecnologica Monsanto verrà processata simbolicamente da un gruppo di associazioni civiche, ambientaliste e agricole per crimini contro l’ambiente e l’umanità. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dall’Organica Consumers Association, una delle associazioni promotrici dell’iniziativa ribattezzata Monsanto Tribunal.

L’OCA ha indetto una conferenza stampa in concomitanza con la COP21 di Parigi spiegando che il colosso americano dovrà rispondere di ecocidio davanti a un tribunale civico composto da scienziati, attivisti e ambientalisti. Il procedimento si svolgerà dal 12 al 16 ottobre 2016 all’Aja in Olanda.

La “sentenza” verrà emessa il 16 ottobre in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione. Secondo Ronnie Cummins, direttore internazionale dell’OCA, i suoli sono ormai divenuti incapaci di assorbire i gas serra in eccesso a causa della deforestazione, dell’agricoltura intensiva e dell’inquinamento imputabile all’industria biotecnologica. Per via dell’impoverimento dei suoli il riscaldamento globale è destinato a peggiorare. L’atmosfera continuerà a riempirsi di CO2 e metano.

Le associazioni che hanno di deciso di processare la Monsanto si finanziano grazie al crowdfunding e vogliono andare ben oltre un processo simbolico. La giuria civica valuterà le accuse e le prove contro la Monsanto accertando i crimini commessi dalla multinazionale nei confronti della salute pubblica e dell’ambiente. Malgrado alla multinazionale non possano essere inflitte pene gli attivisti sperano di poter dimostrare per la prima volta che l’ecocidio è un crimine e andrebbe perseguito penalmente a livello internazionale.

Secondo Vandana Shiva è tempo che la Monsanto paghi per i crimini commessi contro l’ambiente. L’attivista indiana paladina della biodiversità sostiene che la compagnia si è macchiata di molti reati gravi contro la società e la Natura: dal depauperamento del suolo al sovrasfruttamento delle risorse idriche; dall’estinzione di diverse specie al fallimento di milioni di piccoli agricoltori in tutto il mondo.

Gli attivisti sostengono che centinaia di agricoltori hanno tentato il suicidio a causa delle pressioni della Monsanto. Migliaia di persone si sarebbero ammalate e sarebbero morte per via delle tonnellate di sostanze tossiche disperse nell’ambiente.

I prodotti sotto accusa sono il PCB, pericoloso per la fertilità umana e gli animali; l’erbicida RoundUp; l’erbicida Lasso già messo al bando in Europa; le sementi geneticamente modificate. Secondo gli ambientalisti questi prodotti avrebbero causato gravi danni ambientali e sanitari. Tra i prodotti del colosso finiti sotto inchiesta figura anche un composto impiegato per realizzare un’arma chimica nota come Agent Orange che causa malformazioni congenite e cancro.

La decisione di processare simbolicamente la Monsanto è stata accolta con favore da molti gruppi ambientalisti e associazioni di agricoltori. Non sono però mancate le critiche sull’utilità di un simile procedimento. Il tribunale non è una corte riconosciuta a livello internazionale e non può in alcun modo punire la Monsanto in caso di una sentenza di colpevolezza.

I promotori dell’iniziativa replicano alle critiche spiegando che questo processo verrà utilizzato come punto di partenza per una vera e propria causa contro la Monsanto. La giuria in questa fase valuterà se ci sono gli elementi per procedere a tutti gli effetti contro la multinazionale biotech americana.

15 dicembre 2015
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I vostri commenti
antonio piva, giovedì 17 dicembre 2015 alle12:32 ha scritto: rispondi »

Complimenti per il vostro lavoro, avete tuto il mio appoggio, un sincero ringraziamento da parte di tutte quelle persone che non hanno dimenticato che sono parte della natura, per questo onore a chi la difende. GRAZIE

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