Pesticidi nelle acque italiane, ISPRA: in aumento erbicidi e glifosato

Concepiti per combattere organismi ritenuti dannosi, i pesticidi utilizzati in agricoltura possono comportare effetti negativi per tutte le forme di vita. Un nuovo rapporto condiviso dall’ISPRA rivela che vi sono troppi pesticidi nelle acque italiane, soprattutto erbicidi, come il glifosato e l’AMPA.

In base ai dati provenienti da Regioni e Agenzie per la protezione ambientale circa le analisi svolte su un totale di 35.353 campioni di acque superficiali e sotterranee, si è evidenziata una presenza diffusa di pesticidi nelle acque, con un aumento delle sostante trovate e delle aree interessate alla problematica.

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In particolare, nel 2016 vi sono stati pesticidi nel 67% dei punti delle acque superficiali e nel 33,5% di quelle sotterranee; in alcune Regioni italiane poi la contaminazione arriva a interessare oltre il 90% dei punti delle acque superficiali in Friuli Venezia Giulia, in Provincia di Bolzano, in Piemonte e in Veneto, e più dell’80% in Emilia Romagna e Toscana. Il dato supera il 70% in Lombardia e Provincia di Trento. Invece, nelle acque sotterrane la presenza di pesticidi è particolarmente elevata in Friuli (81%), in Piemonte (66%) e in Sicilia (60%).

Dalle analisi appare sempre più evidente la presenza di miscele: nelle acque italiane sono state trovate 259 sostanze diverse, soprattutto pesticidi e soprattutto nella pianura padano-veneta. Quelle che hanno concentrazioni superiori ai limiti ambientali sono il glifosato e il suo metabolita AMPA, il metolaclor e il metabolita metolaclor-esa e quinclorac. Una situazione pericolosa, come si evince dalle parole dell’ISPRA:

I pesticidi sono le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura, ma anche in altri settori, per combattere organismi ritenuti dannosi. Come tali, tuttavia, rappresentano un rischio per gli ecosistemi e per l’uomo, che in seguito al loro uso possono essere esposti ai residui lasciati nell’ambiente.

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A commento del rapporto ISPRA è intervenuta anche Maria Grazia Mammuccini, portavoce della campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con ISDE-Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF:

La situazione, nonostante una generale tendenza alla diminuzione delle vendite dei pesticidi e diserbanti, è molto grave: nelle nostre acque e quindi in tutto l’ambiente e nella catena alimentare, i residui di sostanze che sono tossiche per la vita anche in concentrazioni infinitesimali stanno aumentando. Il caso dell’atrazina è emblematico: ancora supera i limiti nelle acque sotterranee. Di fatto abbiamo preso una sostanza fortemente dannosa e l’abbiamo messa ‘in cassaforte’, nelle falde acquifere.

11 maggio 2018
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I vostri commenti
Silvia, sabato 12 maggio 2018 alle14:43 ha scritto: rispondi »

Da tre anni sono costretta a respirare veleni vari per trattamenti alle viti senza che l agricoltore rispetti le regole imposte da Ausl Modena ne' controllo sui residui in area privata ( mio giardino) da parte del Comune Sono costretta a pagarmi un legale ma con quale risultato? Hanno assolto tutto in Italia vedi eternit etc etc Siamo schiavi delle multinazionali che ci ammontano con i loro veleni quindi in cosa dovremmo sperare se le sorti della nostra terra sono lasciate in mano a persone sconsiderate che lo stanno distruggendo ed anche le nostre vite

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