Pesticidi killer delle api: mais sequestrato dal Tribunale di Udine

In Provincia di Udine è stato scoperto che nel periodo della semina del mais su 400 alveari, le api da miele sono calate da 60 mila unità ad appena 10-20 mila unità. Alcuni filmati rivelano poi che, dopo essere rientrate dalla ricerca di polline o di acqua, migliaia di api avrebbero iniziato a tremare prima di morire: la colpa sarebbe dei pesticidi utilizzati nella coltivazione del mais, che avrebbero ucciso le api contribuendo così all’aggravarsi di una situazione già catastrofica.

Questa la tesi sostenuta dal Tribunale di Udine, che ha deciso di sequestrare preventivamente 17 campi coltivati a mais e contestando a 38 agricoltori il reato di disastro ambientale, i quali sarebbero attualmente indagati.

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Nelle 17 proprietà agricole, si legge, viene “inibita qualsiasi coltivazione comportante l’utilizzo di sostanze neonicotinoidi vietate, con eliminazione delle colture in corso che abbiano comportato l’utilizzo di siffatte sostanze”. Sono tutte in Provincia di Udine, ma il fenomeno sembrerebbe essere molto più esteso.

I provvedimenti sono stati eseguiti dal Corpo Forestale Regionale che ha notificato avvisi di garanzia a 38 persone: a tutte viene contestato di “aver cagionato abusivamente una compromissione o un deterioramento significativo e misurabile dell’ecosistema e della biodiversità della fauna in generale”.

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L’accusa è quella di aver trattato terreni e colture di mais con neonicotinoidi e si ricorda che solo pochi giorni fa l’Unione europea ha messo al bando tre neonicotinoidi (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) anche se ce ne sono altri ancora autorizzati. Secondo il Gip del Tribunale di Udine:

Queste sostanze utilizzate in agricoltura quali insetticidi e antiparassitari nella concia delle sementi e sul fogliame agiscono sistemicamente su svariati organismi viventi, con un’azione assai tossica su invertebrati tra cui numerosi insetti come libellule, cavallette, formiche, farfalle, lucciole, coccinelle, api e bombi.

Essendo il mais una coltura attrattiva per le api, la loro vita sarebbe dunque messa a rischio proprio per l’utilizzo di tali pesticidi.

7 maggio 2018
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Michele Albano, lunedì 7 maggio 2018 alle15:44 ha scritto: rispondi »

LO stesso succede a Favara, in provincia di Agrigento, dove i coltivatori di Meloni Cantalupi, mettono nelle serre ( tunnel) le arnie per fare impollinare le piante, che hanno bombardato con pesticidi e le api. Nell'arco di 15 giorni le api muoiono avvelenate. In quella zona tutti sanno di questa tecnica ( assassina) ma nessuno osa intervenire per fare smettere questo "apicidio" voluto e programmato. Sarebbe bene fare intervenire le forze dell'ordine, armati di un'ordinanza di un Giudice coraggioso e amante della vita dei cittadini.

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