Associazioni e apicoltori insorti a difesa della messa al bando europea dei pesticidi killer delle api. La pronta reazione presso la Commissione UE di Greenpeace International, Coordinamento Apistico europeo Bee Life e di Pesticides Action Network Europe, ClientEarth, Buglife e SumOfUs è scattata in risposta alla richiesta di annullamento del provvedimento presentata da Syngenta e Bayer.

Due delle aziende produttrici dei pesticidi killer delle api banditi dall’UE hanno deciso di presentare ricorso per vedere riammesso l’utilizzo di alcuni di questi, il thiamethoxam (Syngenta), l’imidacloprid e il clothianidin (Bayer). Un tentativo quello delle due multinazionali che va contro ogni evidenza scientifica secondo Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia:

Bayer e Syngenta hanno scatenato i loro avvocati per attaccare un divieto che è scientificamente rigoroso, giuridicamente corretto e che aiuta a proteggere gli interessi generali degli agricoltori e dei consumatori europei. Il bando parziale di questi tre pesticidi è solo un primo e necessario passo per proteggere le api in Europa. Va difeso dagli attacchi di aziende che perseguono i propri interessi a scapito dell’ambiente.

Ulteriori conferme della necessità di messa al bando dei pesticidi responsabili della drastica diminuzione del numero di api arrivano da uno studio pilota presentato oggi da Greenpeace. Le sostanze tossiche utilizzate verrebbero trasmesse anche all’acqua di guttazione, i liquidi che trasudano dalle piante, con la conseguenza di rappresentare per gli insetti impollinatori una minaccia dal potenziale letale.

Greenpeace afferma di aver rinvenuto nelle acque di guttazione di piante di mais trattate con neonicotenoidi una concentrazione di thiamethoxam e clothianidin pari, quando non superiore, a quella raccomandata dalle stesse aziende per l’utilizzo tramite diffusione spray. Un pericolo concreto quindi per le api, come conclude Ferrario:

Ci sono ancora importanti lacune nella ricerca scientifica sui modi attraverso i quali le api sono esposte ai neonicotinoidi. Ora sappiamo però che l’esposizione può rivelarsi mortale quando api e altri impollinatori bevono o raccolgono l’acqua di guttazione delle colture trattate.

Questa modalità di esposizione va ad aggiungersi ai già noti e inaccettabili rischi legati agli insetticidi neonicotinoidi. Ciò significa che l’attuale bando europeo non è solo giustificato, ma deve diventare permanente ed essere rafforzato.

16 dicembre 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, lunedì 16 dicembre 2013 alle22:00 ha scritto: rispondi »

Sono proprio curioso di vedere se vincerà il buon senso o la potenza economica. Confesso, sono "leggermente" pessimista.

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