Cresce il rischio pesticidi nella frutta. Secondo una ricerca condotta dall’Arpa Lazio nella provincia romana e pubblicata insieme al gruppo di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite non soltanto le possibili ripercussioni sulla salute dei cittadini, ma anche degli agricoltori.

La ricerca sulla presenza di pesticidi sulla frutta è stata condotta durante il biennio 2008/2009 ed ha registrato un calo nel numero di campioni privi di residui nocivi, passati dal 72,36% del primo anno al 65,51% del successivo. Di particolare rilievo secondo i ricercatori anche la presenza di almeno un pesticida, che sale dal 21,10% al 22,6%, mentre due o più vengono segnalati nel 3,01% dei casi nel 2008 e ben il 9,85% nel 2009.

Seppur non allarmanti come le percentuali espresse nella ricerca sui pesticidi presenti su frutta e verdura negli USA (anche del 100% nel caso delle pesche noci), i valori riscontrati destano notevole preoccupazione presso gli uffici di Arpa Lazio. Secondo quanto espresso nello studio:

L’uso di pesticidi in agricoltura è giustificato dalla necessità di aumentare la produzione dei raccolti e ridurre l’incidenza di malattie talvolta anche molto gravi come malaria, febbre gialla o peste bubbonica. Tuttavia dietro l’uso di queste sostanze si cela il rischio di malattie professionali, confermato da studi che richiamano l’attenzione soprattutto su specifiche tipologie di sostanze.

Un rischio che non si limita quindi al consumo di ogni giorno sulle tavole degli italiani, ma che sarebbe legato anche alla salute degli stessi agricoltori che fanno uso di pesticidi per la coltivazione della loro frutta:

L’epidemiologia dell’uso di pesticidi in agricoltura deve essere considerata non esclusivamente sotto il profilo dei consumatori, bensì nell’ottica di un rischio professionale da parte degli agricoltori. Una tipologia di sostanze chimiche più frequentemente riscontrate, in particolare nella coltivazione di pesche, agrumi, uva e fragola sono Dimetoato e Clorpirifos, insetticidi appartenenti alla categoria dei fosforganici, con una pericolosa azione neurotossica.

12 settembre 2012
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I vostri commenti
Roby, mercoledì 29 maggio 2013 alle8:11 ha scritto: rispondi »

In fondo non è male che ci avvelenino tutti, ottimo modo per toglierci dalle palle. Paradossalmente i geni inventori di queste merde, si considerano tutti altamente evoluti ed istruiti ecc. Cosa triste che sempre più esseri della massa sanno benissimo cosa sta accadendo, e pure non fanno molto per fermare questo scempio. Anzi pare diano pure due mani per peggiorare la situazione.

LettoreXcaso, mercoledì 12 settembre 2012 alle15:26 ha scritto: rispondi »

"malaria, febbre gialla o peste bubbonica" malattie della frutta e della verdura? ahahah :D

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