È sicura l’acqua che beviamo? Viene da chiederselo dopo le molte notizie che sembrerebbero indicare il contrario. Basti pensare all’emergenza che sta vivendo il Veneto a causa dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche). Sono molte però le situazioni a rischio nel nostro Paese e di recente ha preoccupato in particolare il pericolo di inquinamento da glifosato.

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, ha appena presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri di Ambiente, Salute e Politiche Agricole in cui chiede maggiori controlli. Spiega che il glifosato:

È il pesticida più diffuso al mondo ed è classificato come probabile cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tracce del suo principio attivo sono inoltre state trovate in diverse marche di birra in Germania e anche nella popolazione, eppure in Italia nessuno controlla, né è tenuto a farlo, l’eventuale presenza del glifosato o del suo derivato Ampa nell’acqua potabile.

Il mondo sembra diviso sulla certezza o meno dei suoi effetti negativi: al contrario dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’OMS, l’EFSA (European Food Safety Authority) ritiene che non ci siano prove che dimostrino una relazione causa effetto tra l’utilizzo di glifosato e l’insorgenza di certi tipi di tumori.

A metà aprile il Parlamento Europeo aveva chiesto alla Commissione UE di rinnovare l’autorizzazione all’uso del diserbante per altri 7 anni, ma Italia, Francia e Olanda hanno espresso parere contrario e la decisione è stata rinviata. Il pericolo però sembra concreto.

Recenti studi della rivista “Il Test-Salvagente” hanno trovato tracce dell’erbicida non solo nell’acqua, ma anche in circa 50 alimenti a base di cereali. Realacci conclude:

Alcuni esami effettuati dal magazine Il Test-Salvagente hanno riscontrato tracce di Ampa nelle acque dei comuni di Brusnengo e Campogalliano. In due casi l’acqua del rubinetto è risultata positiva per valori superiori ai limiti di legge. La situazione non migliora certo sul fronte delle acque di superficie visto che l’unica Regione che si preoccupa di monitorare le proprie acque interne è la Lombardia.

Per superare questa pericolosa “vacatio legis” e sollecitare il monitoraggio obbligatorio dell’acqua potabile e ad uso agricolo per rilevare l’eventuale presenza di glifosato o sostanze chimiche ad esso correlate, ho depositato una interrogazione.

5 maggio 2016
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I vostri commenti
Domenica, mercoledì 11 maggio 2016 alle18:06 ha scritto: rispondi »

Tutta questa gentaglia se ne frega altamente della salute dei cittadini e non mette in atto normative appropriate per tutelarli. I controlli non sono sufficienti! Ognuno pensa al proprio interesse. È uno schifo unico!!!

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