Glifosato non cancerogeno secondo l’Autorità alimentare europea. Stando a quanto contenuto nel rapporto diffuso oggi dall’EFSA risulterebbe come “improbabile” il rischio tumorale associato alla sostanza, contenuta in 750 prodotti per l’agricoltura tra i quali anche il “Roundup” prodotto dalla Monsanto.

L’agenzia UE si schiera quindi contro quanto dichiarato poche settimane fa dall’IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro alle dipendenze dell’OMS, secondo cui il glifosato risulterebbe come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”. Una decisione che a questo punto spiana di fatto la strada al rinnovo delle autorizzazioni per l’impiego di glifosato entro il territorio comunitario.

L’EFSA accusa l’IARC di aver commesso tre errori all’interno della sua valutazione, che ricordiamo fortemente negativa nei confronti del glifosato. Secondo quanto dichiarato da José Tarazona, direttore dell’unità pesticidi dell’Autorità UE, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro avrebbe: Preso in considerazione dosaggi troppo elevati rispetto a quelli attesi e ritenuti in ogni caso ad alta tossicità; utilizzato un approccio statistico “meno appropriato di quello scelto dall’EFSA”; mancata considerazione dell’incidenza tumorale negli animali non esposti alla sostanza, che sarebbe risultata in linea con i soggetti che hanno ingerito il glifosato.

Il parere dell’EFSA è stato espresso a larga maggioranza, soltanto un membro del gruppo ha espresso attraverso un “parere di minoranza” l’opportunità che il glifosato venga indicato come “sospetto cancerogeno”.

Secondo quanto ha poi sottolineato Tarazona, l’Autorità UE ha inoltre escluso per la sostanza ogni possibile effetto “genotossico”, ovvero di modifica del DNA umano. Definita dall’EFSA anche la soglia di “rischio acuto” o “acute reference dose”, fissata a 0,5 mg per chilogrammo di peso corporeo.

12 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 14 novembre 2015 alle0:45 ha scritto: rispondi »

Cara Maria, purtroppo non te lo diranno mai, in quanto scatenerebbero una reazione economica incontrollabile e possibili azioni giuridico-legali.

maria, venerdì 13 novembre 2015 alle5:26 ha scritto: rispondi »

D'accordo, ma intanto nessuno dice su quali colture viene irrorato e quali coltivazioni sono le più esposte. Informazioni riduttive.

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