Le associazioni ambientaliste e le associazioni degli agricoltori biologici sono sul piede di guerra. A scatenare l’indignazione di Legambiente, AIAB, Slow Food, FAI, LIPU e di altre importanti associazioni ambientaliste e agricole italiane è stata la decisione del Governo di avviare un piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Ambientalisti e agricoltori biologici ricordano al Governo in una nota che in Italia ci sono ben altre priorità, prima tra tutte quella di mettere al bando i pesticidi potenzialmente cancerogeni per favorire lo sviluppo di un’agricoltura pulita e realmente sostenibile.

Nello specifico, gli ambientalisti e gli agricoltori biologici chiedono al Governo di mettere al bando il glifosato, uno degli erbicidi più utilizzato in agricoltura. Vietare l’utilizzo del glifosato nei campi, per gli ambientalisti, è una misura necessaria per tutelare i consumatori e l’ambiente dopo che la IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ne ha decretato il probabile carattere cancerogeno.

Il rapporto della IARC è stato aspramente criticato dalla multinazionale Monsanto che produce l’erbicida RoundUP, a base di glifosato, ampiamente utilizzato nelle coltivazioni OGM. La Monsanto ha definito le conclusioni della IARC “scienza spazzatura” scatenando l’ira degli ambientalisti.

Maria Grazia Mammuccini, portavoce del Tavolo delle associazioni contro i pesticidi, denuncia gli interessi della Monsanto, appellandosi al Governo nazionale e all’UE affinché tuteli la salute ambientale e pubblica:

Quella della Monsanto è una reazione di panico giustificata dagli enormi guadagni portati dall’erbicida alla multinazionale. Il nostro Paese e l’Unione Europea devono rispondere ad altri interessi, cioè agli interessi di milioni di agricoltori esposti direttamente all’uso del glifosato e alle centinaia di milioni di cittadini che nel continente consumano prodotti trattati con questo pesticida.

Secondo gli ambientalisti il Governo sta ostacolando lo sviluppo dell’agricoltura biologica, gravando i produttori che scelgono metodi di coltivazione sostenibile di nuovi oneri economici e burocratici.

Le associazioni chiedono invece misure volte a ridurre l’utilizzo dei pesticidi e a favorire la conversione delle aziende agricole italiane verso il biologico. La prova del disinteresse del Governo verso l’agricoltura biologica, secondo la portavoce del Tavolo Pan, è l’esclusione delle associazioni agricole dal panel dei relatori del convegno in programma per il 14 aprile 2015, promosso dai ministeri delle Politiche agricole, della Salute e dell’Ambiente in collaborazione con il CNR, per discutere dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Maria Grazia Mammuccini ricorda che diversi Paesi, tra cui il Brasile, la Francia e l’Olanda, stanno procedendo in direzione contraria rispetto all’Italia, vietando e non promuovendo i pesticidi probabilmente cancerogeni come il glifosato.

Una misura necessaria anche nel nostro Paese, come sottolinea il comitato PAN, citando i dati sul consumo di pesticidi in Italia:

Siamo i maggiori consumatori di pesticidi tra i Paesi dell’Europa occidentale per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania. Molto alto anche il numero delle sostanze di cui si trovano importanti tracce nelle acque: 175 tipologie di pesticidi nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008.

Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono proprio il glifosato e i suoi metaboliti: il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon e la terbutilazina.

3 aprile 2015
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