Pesticidi: fiumi e laghi italiani contaminati, i dati ISPRA

Il nuovo annuario dei dati ambientali dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) rivela che la salute delle acque italiane continua a destare preoccupazione e ad essere incerta. In un fiume su 4 e in più della metà dei laghi italiani vi sono troppi pesticidi e sostanze chimiche, non raggiungendo dunque l’obiettivo di qualità per lo stato chimico.

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Giunto ormai alla quindicesima edizione l’Annuario dei dati ambientali, appena pubblicato insieme al primo Rapporto ambiente, affronta diversi temi di grande importanza per il benessere del nostro Paese come ad esempio stato dell’agricoltura, energia, trasporti, biodiversità, clima, inquinamento atmosferico, consumo di suolo e rifiuti. I dati relativi alla salute delle acque italiane che scorrono in superficie, e sotto, colpiscono soprattutto per quanto riguarda la contaminazione da pesticidi. Secondo l’ISPRA:

Inquinati 370 punti di monitoraggio (23,8% del totale) di acque superficiali, con concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali; nelle acque sotterranee, 276 punti (8,6% del totale) registrano tale superamento. Permangono, tuttavia, sensibili differenze tra le regioni, dovute a un monitoraggio degli inquinanti ancora disomogeneo sul territorio nazionale.

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In generale, le acque più pulite si trovano in Sardegna mentre il maggior numero di punti che superano gli standard di qualità si registrano nelle aree della Pianura Padana:

Tale stato è legato ovviamente alle caratteristiche idrologiche del territorio in questione e al suo intenso utilizzo agricolo ma dipende anche dal fatto che le indagini sono più complete e rappresentative nelle regioni del Nord. D’altra parte, l’aumentata copertura territoriale e la migliore efficacia del monitoraggio sta portando alla luce una contaminazione significativa anche al Centro-Sud.

22 marzo 2018
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