Pesticidi: anche a bassi livelli possono portare al Parkinson

Anche bassi livelli di pesticidi possono portare allo sviluppo del morbo di Parkinson nelle persone già predisposte a questa malattia. Lo rivelano i risultati di uno studio condotto dall’Università di Guelph, pubblicato sul Faseb Journal.

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Studi precedenti avevano già trovato un’associazione tra due prodotti agrochimici comunemente usati (paraquat e maneb) e il morbo di Parkinson, ma la nuova indagine ha scoperto il perché l’esporsi a queste sostanze possa aumentare il rischio di sviluppare la malattia in alcune persone. In particolare, è stato determinato che l’esposizione a bassi livelli di pesticidi distrugge le cellule in un modo che imita gli effetti delle mutazioni che notoriamente causano il parkinsonismo.

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Se si aggiungono poi gli effetti che questi hanno sul corpo umano a una predisposizione per il morbo, il rischio di insorgenza della malattia aumenta drasticamente, ha detto Scott Ryan, professore nel Dipartimento di Biologia Molecolare e Cellulare dell’Università di Guelph:

Le persone esposte a queste sostanze chimiche hanno all’incirca il 250% di rischio in più di sviluppare la malattia di Parkinson rispetto al resto della popolazione.

Fino ad ora, il legame tra pesticidi e morbo di Parkinson si basava principalmente su studi sugli animali e ricerche epidemiologiche che dimostravano un aumento del rischio tra gli agricoltori e gli altri esposti alle sostanze chimiche agricole. Siamo tra i primi a indagare su ciò che sta accadendo all’interno delle cellule umane.

Secondo quanto esplicato, i soggetti che hanno una predisposizione a questa malattia e che vivono nei pressi di aree agricole hanno un rischio più elevato di svilupparla.

15 giugno 2018
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