L’esposizione a pesticidi comuni usati nell’agricoltura intensiva può compromettere la capacità di apprendimento delle api e di altri insetti cruciali per l’impollinazione delle colture. A sostenerlo è un recente studio pubblicato sulla rivista specializzata Functional Ecology, condotto da un’équipe di ricercatori dell’università di Guelph in Canada.

Lo studio coordinato dal docente di scienze ambientali Nigel Raine ha valutato l’impatto dei neonicotinoidi sulle api. Gli esperti hanno esaminato la capacità di apprendimento degli insetti esposti a livelli bassi di pesticidi, confrontandola con quella degli insetti non esposti agli insetticidi. Dall’analisi è emerso che le api esposte al neonicotinoide thiamethoxam tendono a estrarre una quantità maggiore di polline dai fiori, ma impiegano più tempo per svolgere il compito.

Inoltre i fiori scelti dalle api esposte ai pesticidi variano rispetto a quelli individuati dagli insetti impollinatori non esposti ai neonicotinoidi. Le api del gruppo di controllo sono riuscite a operare su fiori dalla struttura più complessa dopo un numero inferiore di visite. Gli scienziati si dicono allarmati dai risultati dello studio:

Le api si affidano alla loro capacità di apprendimento per individuare i fiori migliori e trovare i metodi più efficienti per estrarre il nettare e il polline.

L’esposizione ai pesticidi può compromettere questa abilità, mettendo a rischio servizi di impollinazione essenziali per la tutela della biodiversità e per l’agricoltura.

Lo studio dell’Università di Guelph non è il primo a indagare l’impatto dei pesticidi sulle api. Negli anni scorsi diverse ricerche hanno evidenziato un’associazione tra il declino nella popolazione di api e l’uso massiccio di pesticidi nei campi. L’esposizione agli insetticidi è stata collegata a cambiamenti nel cervello delle api, responsabili di gravi danni per la memoria e l’apprendimento.

I risultati allarmanti di questi studi hanno spinto gli ambientalisti e le associazioni di agricoltori biologici a chiedere alle autorità la messa al bando dei neonicotinoidi. Gli stessi scienziati invocano da tempo il finanziamento di studi indipendenti su larga scala per chiarire il legame tra il declino delle api e l’uso dei neonicotinoidi nei campi.

16 marzo 2016
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