Si chiama pesce rosso ma il suo nome scentifico è carassio rosso o ciprino dorato (Carassius auratus auratus), ed è l’animaletto d’acqua dolce più presente all’interno delle abitazioni domestiche. Il simpatico nuotatore dal corpicino robusto e ben affusolato possiede una colorazione che vira tra il rosso e l’arancio, con qualche variazione verso il bruno olivastro, il dorato e il ben più raro albino. A determinare la sua presenza cromatica è la temperatura dell’acqua, che se inferiore ai 18° conserva intatto il colore della nascita cioè bruno olivastro, mentre sopra i 20° vira verso il rosso-arancio che lo fa somigliare a una carpa in miniatura.

La temperatura dell’acqua, un ambiente accogliente, uno spazio adeguato sono le prerogative principali perché il pesciolino viva bene e a lungo. Spesso il formato ridotto induce a pensare che la sua sia una gestione facile, che il pesce rosso non richieda troppe attenzioni o spazio. In realtà il luogo dove vive, cioè l’acquario, è il centro della sua vita di piccolo animale in cattività. Dall’ampiezza alla tipologia di acqua, dalla temperatura fino alla ricreazione di un habitat adeguato. Tutto è necessario e va curato nel modo giusto, così da consentire al nostro amico pinnato una vita pacifica anche se in un acquario.

Acquario: attrezzatura base

Pesce rosso acquario

Goldfish Sucks A Rocks In The Aquarium via Shutterstock

Per creare un acquario sano, pulito e accogliente è importante scegliere una struttura spaziosa che possa favorire il movimento del pesce rosso. Abolite quindi le classiche bocce sferiche di vetro o plastica, troppo piccole e claustrofobiche anche per un animaletto così mignon. Un acquario adeguato deve poter contenere 50 litri di acqua per pesce massimo due, fino a raggiungere i 150 litri in base alla loro crescita e ad eventuali aggiunte. Sconsigliato il sovraffollamento, pochi pesci (massimo 4 per 150 litri) e in uno spazio ampio che gli consenta di muoversi e svagarsi. Il formato dovrà essere preferibilmente rettangolare, più largo che alto, comprensivo di un sistema di filtraggio che possa mantenere l’acqua pulita. Le tipologie di filtro sono molte e diverse, le più famose contemplano la presenza dell’apparecchio sul lato interno dell’acquario, oppure sotto la sabbia o anche impianti esterni per strutture molto grandi. Un doppio filtraggio aiuta l’acqua a conservarsi pulita e se necessario è possibile aggiungere un sistema di riscaldamento che conservi l’acqua a una giusta temperatura.

Per quanto riguarda l’arredo interno è indispensabile sceglierlo in modo consapevole, a partire dal fondo che dovrà essere uniforme e adatto alla crescita di piante acquatiche vere che possano aiutare l’ossigenazione dell’acqua. Dovrà ricreare l’habitat naturale senza risultare dannoso per la salute del pesce, che solitamente tende a mangiucchiare e aspirare tutto. In questo caso è bene affidarsi ai consigli di esperti e di venditori del settore, che potranno fornire la base e la vegetazione migliore. Le decorazioni completano l’immagine dell’acquario: piccole anfore, sassi, legnetti specifici e grotte per variare la staticità del luogo. A questo punto, dal momento dell’inserimento della prima acqua e l’attivazione dei filtri dovrà trascorrere almeno un mese. In questo periodo si formeranno i batteri per la purificazione del luogo, quindi verrà testata l’acqua attraverso alcuni filtri presenti in commercio. L’aggiunta di mangime aiuterà nella creazione del giusto habitat, favorendo il lavoro del batteri.

Inserimento dei pesci nell’acquario

Appena i valori di ammonio e nitrato saranno corretti, l’acqua avrà subito il giusto trattamento tramite il biocondizionatore ed avrete effettuato i test di controllo, potrà avvenire l’ingresso dei pesci. Importante acquistarli in un negozio di fiducia, seguito da personale esperto, quindi inserirli nell’acquario ancora chiusi nel sacchetto. In questo modo l’impatto risulterà più graduale. È un processo delicato che si deve effettuato con cura per non stressare il pesce. Dopo 20 minuti si apre il sacchetto e si effettua un ricambio lento dell’acqua, inserendo nel sacchetto quella dell’acquario, attuando il tutto direttamente sopra la vasca stessa. Quindi si preleva il pesce e lo si immerge nel nuovo luogo, con delicatezza e cura, dandogli il tempo di ambientarsi. Si possono inserire massimo due pesci per volta, attendendo qualche settimana prima di aggiungere nuovi amici. Anche in questo caso è utile domandare quali varianti di pesci rossi possano convivere insieme, senza ottenere uno squilibrio o competizioni nell’approvvigionamento del cibo. L’acqua andrà cambiata settimanalmente solo in parte ovvero il 25%, ripetendo i test e le prove di filtraggio quindi i tempi di attesa relativi alla purificazione prima dell’inserimento in vasca.

26 maggio 2014
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