Gli scienziati impegnati nella lotta contro l’inquinamento marino potrebbero avere prossimamente una nuova arma tecnologica a loro vantaggio, un’arma con fattezze di pesce, ma in grado di rilevare il livello di sostanze tossiche presenti nell’ambiente e fornire importanti informazioni agli scienziati.

Il pesce-robot nasce dal consorzio Shoal a cui partecipano il gruppo BMT, l’Università di Essex, l’Istituto nazionale di Tyndall, l’Università di Strathclyde, Thales Safare e l’autorità portuale di Gijon. Il progetto è attualmente in fase di sperimentazione presso il porto di Gijon, in Spagna, dove questo particolare strumento realizzato in fibra di carbonio e metallo è stato messo in servizio da BMT Group per monitorare in tempo reale la contaminazione dell’acqua e delle forme di vita che popolano il mare. Nel presentare questa novità, Kuke Speller, scienziato senior presso la divisione ricerca di BMT Group, ha spiegato:

L’idea è quella di avere il monitoraggio in tempo reale dell’inquinamento, in modo che se qualcuno sta scaricando sostanze chimiche o qualcosa si sta disperdendo, noi possiamo arrivare subito, scoprire cosa sta causando il problema e risolverlo.

Il pesce-robot, che misura circa un metro e mezzo di lunghezza e si fa notare per il suo colore giallo, viene utilizzato attualmente una volta al mese per fare dei rilievi nelle acque spagnole, ma in futuro è possibile che il suo impiego diventi continuativo, in modo da monitorare costantemente le acque dei porti e avvisare in tempo reale nel caso in cui si verifichi un aumento di sostanze inquinanti.

Nella progettazione del pesce-rilevatore i tecnici hanno fatto riferimento alle controparti reali, dotando il robot di movimenti quanto più possibile simili a quelli dei veri pesci, seppur le dimensioni siano leggermente più grandi. Secondo Ian Dukes, dell’Università di Essex:

In milioni di anni i pesci si sono evoluti nella loro forma idrodinamica finale e noi abbiamo cercato di imitare questa nel robot. Esso nuota come un pesce, è veramente molto agile e può cambiare direzione rapidamente, anche in acque poco profonde.

L’idea di far immergere sofisticati strumenti per monitorare da vicino il mare non è certo un inedito, ma nel caso del pesce-robot la novità è proprio la sua forma, che assicura notevoli vantaggi in termini di manovrabilità e di efficienza rispetto alle altre strumentazioni sottomarine usate finora dagli scienziati, a partire dall’assenza di eliche per la spinta in acqua, che in questo caso è fornita dalla pinna inserita in coda e in grado di replicare fedelmente i movimenti di un vero pesce.


Il prototipo di pesce-robot in prova in Spagna necessita ancora di qualche affinamento, ma a questo si aggiunge la necessità di superare diverse prove prima di arrivare a un eventuale impiego commerciale. Il primo problema da risolvere è la durata della batteria, che attualmente deve essere ricaricata ogni 8 ore di utilizzo, oltre al prezzo abbastanza elevato per cui un prototipo costa circa 20.000 sterline. L’alto costo, assicurano gli esperti che stanno lavorando al progetto, dovrebbe scendere notevolmente una volta partita la costruzione in serie, obiettivo che si spera possa essere centrato nei prossimi anni.

25 maggio 2012
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Fonte:
BBC
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