Nel sud della Cina è allarme febbre dengue, così le autorità locali sono ricorsi ai ripari con una scelta singolare: popolare le acque con varietà di pesce che si nutrono delle larve delle zanzare, responsabili della trasmissione del virus. Una decisione tuttavia controversa, poiché l’introduzione di specie estranee potrebbe avere conseguenze gravi sulle flora e la fauna acquatica autoctona.

Il tutto accade nel distretto di Guangdong, conosciuto anche per i suoi numerosi impianti industriali e l’elevato inquinamento, dove si è notato un aumento di casi di febbre dengue. Causata dall’omonimo virus, il contagio avviene tramite una puntura di zanzara Aedes aegypti: i sintomi, inizialmente simili a quelli di un’influenza, possono sfociare in una grave patologia emorragica.

Guangzhou, la terza città della Cina, ha visto 34.000 infezioni dal virus, con fortunatamente un solo decesso registrato. I casi salirebbero di 200-400 unità al giorno, quindi si è resa indispensabile la contenzione delle zanzare in libertà. Oltre alla distribuzione di pesticidi sui bacinidell’insetto, si è optato per una distruzione “naturale” delle larve tramite l’introduzione di alcune specie di pesce predatrici. Non tutti sono però d’accordo con la strategia, così come Li Yanliang, presidente della National Aquatic Wildlife Conservation Association, sottolinea:

La migliore soluzione per il problema dengue è migliorare l’ambiente nel suo complesso. Introdurre delle specie esterne può essere pericoloso, l’impatto deve essere controllato.

Non sono dello stesso avviso, però, le autorità locali: i pesci in questione sarebbero stati introdotti in Cina già nel 1924, tanto da essere ormai frequenti in tutti i corsi d’acqua della regione. Aumentarne il numero potrebbe non essere tuttavia sufficiente per contenere la diffusione delle zanzare, così come David Dungeon – esperto di ecologia e biodiversità dell’Università di Hong Kong – spiega:

I pesci che si nutrono di zanzare sono già molto diffusi a Guangdong, ma dubito che l’aggiunta di altri esemplari possa avere grandi effetti, sia sulle zanzare che sull’ecologia delle acque.

Il problema principale risiederebbe sia nella dieta dei natanti, non esclusivamente a base di insetti, che nella deposizione di uova e larve: spesso gli esemplari si moltiplicano in piccolissimi specchi d’acqua, dalle pozzanghere ai vasi di fiori, ovviamente non raggiungibili dai predatori.

29 ottobre 2014
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