Pesche sciroppate: preparazione e ricetta

Chi ama le pesche vorrebbe poterle gustare anche fuori stagione, assaporando la delicatezza del frutto e godendo di tutti i principi nutritivi che lo caratterizzano. La preparazione delle pesche sciroppate consente di realizzare questo desiderio, ottenendo una conserva di frutta che richiede pochi e semplici ingredienti e una ricetta non eccessivamente difficile da seguire.

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Le pesche sciroppate possono essere considerate un vero e proprio dessert, da consumare da sole o in abbinamento al gelato, oppure da utilizzare per la preparazione di torte a base di frutta. Sostanzialmente la procedura prevede l’immersione delle pesche sbucciate, sbollentate e private del nocciolo in uno sciroppo di acqua e zucchero, pertanto non si tratta certamente di un piatto ipocalorico, inoltre presenta un elevato indice glicemico.

Ingredienti

Per la preparazione di circa due vasetti di pesche sciroppate, da 500 grammi, sono necessari i seguenti ingredienti:

  • 1 kg di pesche;
  • 200 gr di zucchero;
  • 500 gr di acqua;
  • aromi a piacere.

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La varietà di pesche che si presta maggiormente alla preparazione della conserva è quella delle percoche, particolarmente succose ma anche sode e compatte. Chiamate spesso “pesche industriali” proprio perché adatte alla realizzazione di prodotti come succhi, conserve e creme, è possibile trovarle durante tutta la stagione estiva, da luglio a settembre.

Procedura

Dopo aver lavato le pesche è necessario immergerle in acqua bollente per un tempo molto limitato, pari a circa due minuti, scolandole e passandole sotto il getto d’acqua fredda: questo passaggio consentirà di sbucciarle con facilità, lasciando la polpa regolare. Dopo averle sbucciate e private del nocciolo, devono essere divise a metà o in quarti a seconda delle preferenze.

Per preparare lo sciroppo, invece, occorre far bollire l’acqua insieme allo zucchero ed eventualmente a un aroma – succo di limone, stecca di vaniglia, cannella o liquore. La fiamma deve essere spenta solo quando il liquido si sarà ridotto a metà, dopodiché lo sciroppo deve essere fatto raffreddare prima di essere versato sopra le pesche, riposte negli appositi barattoli sanificati.

Sanificazione contenitori

I barattoli e i tappi da utilizzare per conservare le pesche sciroppate devono essere sottoposti a sanificazione, una procedura da seguire scrupolosamente attenendosi alle indicazioni diffuse dal Ministero della Salute. Le linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari sottolineano l’importanza di usare contenitori di vetro lavati e fatti bollire per venti minuti in una pentola piena d’acqua, il cui livello non deve superare l’altezza dei barattoli stessi, collocati con l’apertura rivolta verso l’alto e avvolti da canovacci puliti per evitare che si danneggino. Dopo aver aggiunto i tappi, il tutto deve bollire ancora per dieci minuti.

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Le pesche devono essere riposte dentro i vasetti e coperte di sciroppo, coprendo completamente i frutti e pressando con delicatezza, lasciando circa un centimetro di spazio libero oltre il livello superiore del liquido.

A questo punto, i barattoli pieni e chiusi devono essere fatti bollire ulteriormente per circa trenta minuti, per impedire l’alterazione del composto. Dopo che sono trascorse 12 o 24 ore dal processo di “pastorizzazione”, è fondamentale verificare l’ermeticità della chiusura premendo con il dito il centro del tappo, prestando attenzione a eventuali “click clack”, che non devono manifestarsi se la procedura è stata effettuata correttamente.

Conservazione e consumo

Le pesche sciroppate fatte in casa possono essere consumate fino a 4 mesi dalla loro preparazione, tuttavia per gustarle al meglio è preferibile attendere almeno trenta giorni. I vasetti si conservano in modo ottimale se tenuti lontano da fonti di luce e calore e se riposti in luoghi freschi e asciutti.

13 marzo 2017
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