Se una centrale nucleare ha una perdita di materiale radioattivo le conseguenze possono fare molta più strada di quanto si pensi. Nel 2010, infatti, dall’impianto da 620 MW Vermont Yankee di Entergy, nei pressi della città di Vernon, fu registrata una perdita di materiale radioattivo nell’acqua del fiume Connecticut.

Ad agosto 2010, a poca distanza da dove si era verificata la perdita, sono stati trovati dei pesci contaminati dalle radiazioni: leggeri livelli di stronzio-90, un isotopo radioattivo. Adesso, però, nuovi test su alcuni esemplari di pesce persico pescati a 150 miglia di distanza dalla centrale nucleare mostrano livelli di stronzio-90 del tutto simili.

Ma secondo William Irwin, a capo del Dipartimento di Sicurezza radiologica del Vermont, la causa di questa contaminazione non è la centrale nucleare. Secondo Irwin, infatti, la fonte delle radiazioni sarebbe da cercare negli esperimenti nucleari sotterranei degli anni 1940-50 e della fusione del nocciolo della centrale di Chernobyl del 1986.

Resta da capire, però, come sia possibile che, dopo un incidente nucleare con fuga di materiale radioattivo in un fiume, un dirigente della sicurezza nucleare di un paese come gli Stati Uniti dichiari alla stampa che è più probabile che la fonte di una contaminazione nel pesce di quel fiume sia un incidente nucleare avvenuto a 8.000 chilometri di distanza, in un ex stato nemico e ventiquattro anni prima, piuttosto che l’incidente nucleare avvenuto in casa propria, a 150 miglia di distanza e un anno fa.

9 febbraio 2012
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