Il consumo di pesce in Italia va oltre la capacità nazionale di rinnovare le riserve ittiche. La data individuata nel rapporto di NEF (New Economics Foundation) e Ocean 2012 è quella del 21 aprile, vigilia dell’Earth Day e Natale di Roma: se il nostro Paese avesse consumato esclusivamente pescato interno, a partire dal giorno successivo non avrebbe avuto alternative alle fonti estere.

La sostenibilità della pesca interna costringe l’Italia, in linea con l’Unione Europea, a raggiungere il cosiddetto “Fish Dependence Day” ogni anno in anticipo rispetto al precedente. Scorte esaurite nel 2012 il 21 aprile, mentre nel 2011 il pescato interno era andato virtualmente terminato il 30 dello stesso mese. Leggermente meno negativo l’orizzonte UE, che vedrà il suo bilancio andare in negativo tra il 6 e il 7 luglio.


Una prima proposta per risolvere il difficile momento della pesca italiana arriva da Legapesca, che tramite il presidente Ettore Ianì apre ad una nuova possibile riduzione dei giorni di attività. Un sistema che già a fine 2011 avrebbe ridato respiro al settore:

Come tempestiva misura di emergenza, un urgente provvedimento a costo zero volto alla riduzione dei giorni di pesca da abbinare, come prima fase di un’unica strategia, a un fermo estivo 2012 adeguatamente retribuito per armatori ed equipaggi.

23 aprile 2012
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