Pesce grasso riduce il rischio di morte prematura del 33%

Secondo una nuova ricerca, mangiare due piatti di pesce grasso alla settimana è fondamentale per ridurre fino al 33% il rischio di morte prematura. Il consumo di pesce grasso come il salmone e lo sgombro può essere fondamentale per proteggersi da alcune patologie come l’infarto o l’ictus.

Uno studio effettuato su 2.500 persone anziane ha scoperto che è tutto merito degli omega 3 contenuti nel pesce grasso. I soggetti che avevano assunto una maggiore quantità di omega 3 avevano il 34% in meno di probabilità di morire nel giro di 7 anni. Inoltre avevano anche il 39% in meno di probabilità di incorrere in un infarto o in un ictus.

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Gli acidi grassi omega 3 riuscivano ad agire con effetti benefici tenendo sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. I ricercatori dell’University of North Dakota, che hanno effettuato lo studio, hanno dichiarato che alti livelli di colesterolo costituiscono un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e quindi di morte prematura.

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Proprio per questo sarebbe bene stare attenti all’alimentazione ed avere a disposizione più omega 3 nel proprio organismo. Anche uno studio del National Institutes of Health degli Stati Uniti ha riscontrato che una dieta ricca di pesce grasso è associata ad un minor rischio di infarto, di ictus e di malattie coronariche.

Si aprono ampie prospettive per sfruttare tutte le proprietà benefiche degli acidi EPA e DHA. Secondo gli esperti l’azione di questi acidi grassi nell’organismo riesce a ridurre l’accumulo di placca nelle arterie e quindi diminuisce il rischio di sviluppare determinate malattie.

19 marzo 2018
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I vostri commenti
Simona, lunedì 21 maggio 2018 alle16:58 ha scritto: rispondi »

L'omega 3 è termolabile, pertanto il pesce andrebbe mangiato crudo e appena pescato, visto che i batteri che si prolificano dopo la morte "uccidono" anche l'omega 3. Pertanto l'unica fonte reale di omega 3 è la frutta secca, come le noci o come anche l'avocado!

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