La prevenzione delle malattie inizia a tavola con una dieta sana, varia ed equilibrata. Per potenziare i benefici dei cibi più salutari come il pesce il CNR di Torino e Bari ha ideato un filetto di pesce spada probiotico in grado di proteggere l’intestino, fortificando la mucosa che funge da barriera e stimolando la risposta immunitaria umorale.

Il pesce probiotico è nato dal lavoro dei ricercatori dell’Istituto di Scienze delle produzioni alimentari in collaborazione con l’azienda Copaim Spa di Albinia. Pubblicata sulla rivista Journal of Functional Foods, la ricerca apre prospettive interessanti per i consumatori desiderosi di assumere probiotici attraverso la dieta.

Il filetto di pesce spada riesce a veicolare i microorganismi probiotici più salutari direttamente nell’intestino, ricostituendo la flora batterica che consente di digerire e assimilare correttamente i vari nutrienti e di potenziare le difese immunitarie.

A differenza dei probiotici assunti per via orale i microorganismi veicolati dal pesce hanno attecchito più facilmente nell’intestino. La sperimentazione effettuata su un campione di 8 persone, in collaborazione con il reparto di Gastroenterologia dell’Ircss Saverio De Bellis di Castellana Grotte, ha rivelato che bastano 5 porzioni di pesce da 100 grammi consumato a giorni alterni per garantire la sopravvivenza della colonia di microorganismi nell’intestino.

Il filetto di pesce spada probiotico creato dal CNR presenta ulteriori benefici per la salute: esalta le caratteristiche nutrizionali del pesce e riesce a conservare i probiotici inalterati anche a seguito del processo di marinatura necessario alla conservazione. Inoltre per mantenere inalterato il filetto non occorre aggiungere quantità eccessive di sale.

I nutrizionisti del CNR spiegano che il consumo di pesce probiotico è adatto anche a chi soffre di ipercolesterolemia e intolleranza al lattosio.

Il filetto di pesce spada non è l’unico alimento probiotico sperimentato dal CNR. La ricerca sui microorganismi più salutari per l’organismo ha già portato all’elaborazione di olive e carciofi probiotici. Il ceppo probiotico utilizzato dai ricercatori italiani è quello del Lactobacillus paracasei, microorganismo che si presta particolarmente a essere veicolato attraverso il cibo.

30 settembre 2015
Fonte:
Lascia un commento