Riscoprire un rapporto genuino con il mare e con i prodotti ittici, fondato sul rispetto delle stagionalità e su metodi di pesca sostenibili. È quanto chiede Greenpeace, lanciando il cortometraggio “There She Blows”, “Laggiù soffia”, realizzato in collaborazione con la Ganga Film per partecipare al concorso Foodies Challenge 2015.

Il contest è stato promosso nell’ambito di Expo 2015, l’esposizione globale in corso a Milano fino alla fine di ottobre, incentrata sui temi dell’alimentazione sostenibile. L’associazione ambientalista ha voluto partecipare al concorso, che premierà la migliore videoricetta, con un corto che richiama nel titolo il grido del capitano Achab, protagonista del famoso romanzo di Herman Melville Moby Dick, alla vista della balena bianca.

Gli attivisti vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso sostenibile delle risorse ittiche, come illustra Serena Maso, responsabile Campagna Mare di Greenpeace, presentando il video in concorso:

Abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio innovativo e provocatorio, in cui il nostro chef, Paolo Fanciulli, è un vero pescatore della Toscana, dove sono state girate le scene del corto, che compare nel video con Enzo Maiorca, esempio dell’uomo che conosce e rispetta il mare.

Greenpeace si mostra critica nei confronti delle ricette elaborate presentate al Foodies Challenge 2015, invitando a riscoprire i sapori semplici del mare, con i piatti umili e genuini di cui è ricca la tradizione gastronomica italiana. Non a caso la ricetta scelta dagli ambientalisti per il corto propone un cefalo sfilettato condito a crudo.

Si tratta di un pesce “povero”, pescato con metodi sostenibili e cucinato in modo semplice. Semplice come deve tornare a essere il rapporto tra l’uomo e il mare per poter garantire un futuro alle economie costiere fondate sulla pesca e sul turismo.

Per tutelare le risorse ittiche italiane Greepeace ha lanciato la petizione #InNomeDelMare, chiedendo al governo Renzi di applicare la normativa UE contro il sovrasfruttamento degli stock ittici nel Mar Mediterraneo. La campagna ha già visto la sottoscrizione di 32 mila persone. Come ha sottolineato Serena Maso:

Chiediamo che si intervenga subito per eliminare la pesca eccessiva, la pesca distruttiva e la pesca illegale perché provoca un danno agli stessi pescatori: senza pesci non solo non c’è più pesca ma anche le comunità che dipendono dalla salute del mare sono a rischio.

4 maggio 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 5 maggio 2015 alle1:13 ha scritto: rispondi »

Ottime intenzioni , ma purtroppo ennesima "Mission Impossible" : Troppe bocche da sfamare nel Mondo.

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