La Commissione Europea ha messo a punto quella che si annuncia come una vera e propria riforma della Politica Comune della Pesca, con l’obiettivo di salvaguardare le risorse marine mettendole al riparo dal sovrasfruttamento, minaccia sempre più pressante per numerose specie e per gli stock ittici dei mari europei.

Il piano previsto dalla riforma si propone anche di mantenere inalterati i mezzi di sussistenza dei pescatori, ben sapendo l’importanza che il mercato ittico riveste per numerosi paesi dell’Unione. Quel che si vuole introdurre è un approccio più scientifico alle attività di pesca, che dovrebbe aiutare a portare gli stock ittici a livelli di eco-sostenibilità entro il 2015.

Ad essere eliminata progressivamente sarà così la pratica dei rigetti, cioè la prassi di rigettare in mare le quantità di pesce catturate per errore, cosa che secondo la Commissione Europea costituisce uno spreco di risorse alimentare notevole. Mentre altre misure sono previste per fornire un sostegno alla pesca artigianale e per dare ai cittadini delle garanzie riguardo il pesce che giunge sul mercato. Infatti, i consumatori europei avranno infatti maggiori informazioni sia riguardo alla qualità dei prodotti, sia per quanto attiene alla sostenibilità degli stessi.

Altro punto molto interessante delle proposte al vaglio attualmente in sede europea sono la possibilità di riservare i sostegni economici solamente agli operatori impegnati nel garantire dei progetti ecocompatibili, cioè adatti a favorire la crescita e lo sfruttamento intelligente delle risorse ittiche. Si tratta quindi di una serie di provvedimenti che, se verranno approvati dal Parlamento e dal Consiglio europei, porteranno una nuova e più efficiente regolamentazione nel settore dal 1 gennaio 2013, quando è prevista la loro entrata in vigore.

14 luglio 2011
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