L’Europa mette al bando le così dette reti killer: le spadare, reti pelagiche dedicate ai pesci spada che hanno contribuito per decenni a fare strage di delfini, tartarughe marine, squali e diversi tipi di cetacei. Malgrado siano vietate dal 2002, molto Paesi dell’Unione Europea hanno continuato ad usarle in modo illegale: l’Italia è fra questi.

La pesca illegale è uno dei problemi più gravi per la nostra fauna marina: vietate non solo dall’Unione Europea ma anche dall’Onu, le reti pelagiche contribuiscono alla morte di specie a rischio di estinzione e provocano danni irreparabili ai fondali.

Le documentate violazioni italiane hanno già causato l’apertura di due procedure d’infrazione per il nostro Paese, nonché l’inserimento nella lista nera USA dei Paesi che praticano la pesca illegale.

Le reti derivanti sono l’escamotage usato in questi anni per aggirare il divieto: conosciute anche come “ferrettate” sono l’unione di più reti lunghe massimo 2,5 metri, il cui uso è consentito a una distanza minima dalla costa di 10 chilometri.

La proposta di regolamento della Commissione Europea ha come obiettivo la messa al bando di tutte le reti derivanti a partire dal 1 gennaio 2015: un divieto che esiste già dal 1992 e che viene rafforzato con il nuovo regolamento.

Esprimono pareri positivi associazioni ambientaliste come Lav, Marevivo, Legambiente e MedReAct, che in una nota congiunta hanno spiegato:

Finalmente dopo anni di denunce che hanno coinvolto tra il 2005 e 2012 oltre 330 pescherecci italiani, la Commissione europea ha riconosciuto che i controlli e le misure di applicazione delle regole esistenti sono fatiscenti e che l’unica soluzione per debellare questa piaga è il bando totale delle reti derivanti.

La proposta di regolamento arriva dopo una consultazione pubblica condotta lo scorso anno: oltre il 52% di partecipanti alla consultazione, comprese organizzazioni della pesca e ONG, si sono espresse a favore del bando completo delle reti illegali.

Il divieto di usare reti ferrettate che, messe l’una accanto all’altra diventano vere e proprie spadare, si integra con il divieto di cattura di grandi pelagici come pesci spada e tonni, in vigore dal 2002.

15 maggio 2014
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I vostri commenti
Roberto, sabato 17 maggio 2014 alle17:17 ha scritto: rispondi »

quando capiremo che la pesca illegale arricchisce solo delinquenti (che non chiamerei certo "pescatori"), spesso protetti e spalleggiato da qualche politico compiacente, sarà ormai troppo tardi. I colpevoli, devono essere denunciati, processati e condannati al pagamento di multe salatissime e al sequestro delle relatve attrezzature, pescherecci compresi.

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