Nuova azione di Greenpeace contro la pesca insostenibile. L’associazione è intervenuta ieri nell’Oceano Indiano per protestare contro i metodi ritenuti distruttivi messi in atto dalla Thai Union.

Gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione all’alba, a bordo dell’imbarcazione “Esperanza”, avvicinandosi alla nave di appoggio “Explorer II” della Thai Union, gigante mondiale del tonno in scatola e presente in Italia con la sua controllata Mareblu. Come primo passo è stata consegnata al comandante una lettera nella quale si chiede di interrompere le pratiche di pesca distruttiva.

A seguire gli attivisti Greenpeace hanno oscurato con degli le luci della “Explorer II”, utilizzate per attrarre i pesci così da facilitarne la cattura da parte di grandi pescherecci industriali. Come ha sottolineato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia:

Thai Union utilizza metodi di pesca distruttivi e oggi siamo entrati in azione proprio sul suo luogo di pesca. La nostra protesta non si ferma nell’Oceano Indiano. Dal mare agli scaffali dei supermercati, centinaia di migliaia di persone continuano a chiedere a Thai Union, e in Italia a Mareblu, di non distruggere più i nostri mari e impegnarsi per una pesca sostenibile ed equa.

26 maggio 2016
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