Greenpeace torna in azione contro la pesca insostenibile. A Bruxelles alcuni suoi attivisti hanno messo in campo uno striscione blu di 9 metri (a simboleggiare il mare ormai vuoto) e palloncini per manifestare contro lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche dell’Atlantico e del Mare del Nord. In programma oggi presso il Consiglio dei Ministri UE la definizione delle quote di pesca per il 2015.

Garantire la preservazione di un patrimonio ittico ora a rischio è l’obiettivo dichiarato di Greenpeace, che chiede inoltre l’adozione esclusiva nell’UE di metodologie di pesca sostenibili a ridotto impatto ambientale. Come ha affermato Serena Maso, responsabile campagna mare di Greenpeace Italia:

È ora che i Ministri europei risolvano definitivamente il problema della pesca eccessiva. Gli stock ittici hanno possibilità di recupero solo se le quote di pesca vengono fissate in base alle raccomandazioni scientifiche. Per garantire un futuro alla pesca e alle comunità che da essa dipendono, si devono sviluppare azioni concrete a favore dei pescatori che operano con un basso impatto sull’ambiente.

Necessario inoltre favorire, spiega Maso, le piccole imbarcazioni a norma, scoraggiando al contempo l’utilizzo di quei 20 “mostri del mare” presentati da Greenpeace nel suo ultimo rapporto sulla pesca insostenibile. Mega pescherecci che risultano appartenere all’UE per “proprietà, gestione o bandiera”:

I piccoli pescatori artigianali sono costretti ad abbandonare il proprio lavoro perché i governi hanno deciso di mettere le quote di pesca nelle mani sbagliate, favorendo le grandi flotte industriali che impoveriscono e distruggono i nostri mari. Per il 2015 Greenpeace chiede che la maggior parte delle quote di pesca venga concessa ai piccoli pescatori che hanno un basso impatto ambientale e che sono più sostenibili.

Sovrasfruttamento che riguarda, conclude Greenpeace, circa il 40% delle risorse ittiche del Nord Est Atlantico e addirittura oltre il 90% del Mediterraneo. Attenzione quindi rivolta alle nuove quote pesca per il 2015, con un taglio netto chiesto dagli scienziati per consentire l’indispensabile ripopolamento delle specie.

15 dicembre 2014
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 16 dicembre 2014 alle1:13 ha scritto: rispondi »

Purtroppo "Mission impossible" , troppi interessi economici in ballo.

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