Il pesce è un cibo sano, un’ottima fonte di proteine alternativa alla carne, ricco di sali minerali, vitamine, di omega-3 e facile da digerire. Un alimento importante all’interno della Dieta Mediterranea che però sta diventando, a causa dell’inquinamento crescente, sempre meno sano.

Questo non è però l’unico problema che sta compromettendo la presenza di pesce sulle nostre tavole. Le risorse ittiche stanno diminuendo, tanto che in Europa proprio oggi, 15 maggio, è il “Fish dependence day 2015“. Il giorno limite calcolato dal “Fish Dependence 2015 Update”, a partire dal quale l’Europa dovrà ricorrere all’importazione di risorse ittiche per coprire il proprio fabbisogno a causa dell’esaurimento delle proprie scorte.

L’Italia dal canto suo ha già raggiunto questa boa il 18 aprile. L’allarme per il sempre più ridotto grado di autosufficienza per il pescato, in Europa e in Italia, viene lanciato da Coldiretti in occasione dell’incontro “Le frodi: dal mare alla tavola”, organizzato allo Slow Fish di Genova. Si è parlato anche del fatto che a compromettere il mercato di questa risorsa si aggiungono le frodi alimentari, che solo per questo settore, sono aumentate del 454% nell’ultimo anno.

È intervenuta Coldiretti Impresapesca, che in occasione dell’evento ha lanciato il suo comitato scientifico, che avrà come presidente il prof. Silvio Greco, dell’Istituto Talassografico del Cnr e già direttore scientifico di Slow Fish. L’analisi scopre una posizione debole per il nostro Paese, con l’Italia che fornisce il 13% del pescato al mercato europeo, un quantitativo pari a 1,27 milioni di tonnellate che non basta nemmeno al nostro fabbisogno: il nostro consumo pro-capite supera però quello europeo con 25 kg all’anno contro i 23 kg UE.

Mentre il nostro grado di autoapprovvigionamento continua a deteriorarsi (se nel 1990 era del 50% per il 2015 è stato stimato essere arrivato al 30%), la richiesta di acquisto, soprattutto da parte delle famiglie, è in continua crescita (aumento del 4,9% in valore per il 2015). Cosa si può fare però per migliorare la nostra condizione? Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, ha commentato così:

Il pesce rappresenta oggi un alimento sano e ricercato per le proprietà nutrizionali che va tutelato dalle violazioni frequenti delle norme relative alla cattura, alla conservazione ed alla messa in commercio le quali provocano incalcolabili danni agli ecosistemi, turbamento del funzionamento del mercato e pregiudizio degli interessi dei pescatori e dei consumatori.

15 maggio 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 16 maggio 2015 alle14:02 ha scritto: rispondi »

Troppe bocche da sfamare e questo porta a doversi adattare a cibi sempre meno sani, ovvero schifezze , poi si esauriranno anche quelle. Continuiamo così e avremo un "roseo" futuro.

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