Basta pesca eccessiva. È l’appello di Greenpeace all’indomani della conclusione della settimana di proteste contro il sovrasfruttamento degli stock ittici che sta impoverendo i mari di tutto il mondo.

Gli attivisti di Greenpeace hanno organizzato manifestazioni in tutto il mondo per chiedere una chance per la pesca sostenibile, attività che sostenta il 10% della popolazione mondiale. Come spiega l’associazione ambientalista in una nota, oggi le risorse marine sono messe troppo sotto pressione a causa di metodi di pesca insostenibili che saccheggiano letteralmente gli oceani:

Recenti studi scientifici hanno evidenziato che il 90 per cento degli stock ittici mondiali è pienamente o eccessivamente sfruttato e serve pertanto stabilire dei limiti alla pesca e regole efficaci per garantire il recupero degli stock ittici ormai al collasso.

In Italia, tra le economie costiere più duramente colpite dal declino degli stock ittici figurano le marinerie toscane di Talamone, Santo Stefano e Marina di Grosseto. I pescatori toscani si uniscono ai colleghi di tutto il mondo per lanciare un appello ai Governi, affinché vietino ai megapescherecci che usano metodi insostenibili di continuare a razziare i mari indisturbati, rubando il futuro a migliaia di persone che praticano invece una pesca per il sostentamento e sostenibile.

Come ha sottolineato Serena Maso, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace Italia, è tempo che la politica si assuma le sue responsabilità e faccia rispettare le norme stabilite dall’UE nella Riforma della Politica Comune della Pesca con pene severe. Oggi i pescherecci che praticano la pesca con metodi sostenibili sono la stragrande maggioranza in Europa.

Purtroppo, per colpa dei “mostri dei mari”, poche decine di megapescherecci più invasivi, i piccoli pescatori rischiano di vedere compromessa la loro attività di sussistenza. Secondo gli attivisti i leader politici devono schierarsi con chi protegge la biodiversità marina, assicurando un futuro ai nostri mari, prima che sia troppo tardi.

25 novembre 2014
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