L’Unione Europea dice stop alla pesca del tonno rosso con sette giorni d’anticipo sulla chiusura programmata della stagione. Il motivo è il forte rischio estinzione cui è vicina questa varietà di pesce presente nel Mar Mediterraneo.

La misura è stata presa per prevenire episodi di pesca illegale che potrebbero portare al superamento della quota prevista per questa stagione, soglia che rimane comunque molto vicina anche con la chiusura anticipata.

Non sono mancate tuttavia le polemiche. C’è infatti chi, come Greenpeace, accusa l’Unione Europea per aver autorizzato la partenza di una stagione di pesca che non si sarebbe dovuta nemmeno aprire, come spiega Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare per Greenpeace:

L’Unione Europea non avrebbe dovuto proprio aprire la stagione di pesca quest’anno. La decisione di oggi arriva troppo tardi e dimostra quanto Greenpeace sostiene da tempo: il problema è che la flotta negli ultimi anni è stata potenziata, spesso con sovvenzioni dei contribuenti, in maniera sproporzionata, e ha raggiunto una capacità di pesca di gran lunga superiore a ciò che può essere effettivamente prelevato, devastando le risorse. Questo mentre la comunità scientifica ha ripetutamente evidenziato la crisi dello stock del tonno rosso del Mediterraneo e la necessità di fermare la pesca. Tali attività non sono più sostenibili né da un punto di vista ambientale né economico.

La situazione del tonno rosso rimane comunque critica, anche in ragione del fatto che tutti i pescherecci non battenti bandiera europea potranno continuare nelle attività di pesca, mettendo così ancora più in pericolo una delle specie a più alto rischio di tutto il Mediterraneo, conclude Monti:

La situazione è critica: senza azioni urgenti il tonno rosso rischia di scomparire dai nostri mari. La chiusura della stagione di pesca per i pescherecci europei arriva troppo tardi e dimostra che non c’è più tempo da perdere. Stasera i pescherecci spagnoli, francesi e greci torneranno in porto, ma è necessario che anche gli altri paesi del Mediterraneo fermino immediatamente le loro attività di pesca.

Da parte sua, Greenpeace ha assicurato che continuerà a svolgere delle azioni in mare per sorvegliare la situazione al fine di proteggere il tonno rosso.

10 giugno 2010
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