Perdita di cani e gatti: doloroso come per un parente

Cani e gatti sono ormai da tempo considerati membri a tutti gli effetti del nucleo familiare. E, proprio come accade per un parente stretto, la loro perdita causa dolore e un senso di vuoto, tanto da poter sfociare in una vera e propria depressione. È quanto dimostra un nuovo studio, pubblicato su Veterinary Records e condotto dalla Kate State University, nel misurare il livello di benessere psicologico vissuto dai proprietari.

I ricercatori hanno voluto comparare le condizioni psicologiche di 119 proprietari di animali malati, ai quali è stata diagnosticata una malattia cronica o terminale, con un gruppo di controllo sempre da 119 individui, questi ultimi accompagnati da quadrupedi in salute e reclutati tramite i social media. Tramite degli speciali questionari, gli esperti hanno quindi misurato alcuni indici psicologici, come i livelli di ansia, depressione e stress.

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Dai risultati, è innanzitutto emerso come i proprietari di animali malati sperimentino maggiori livelli di stress e depressione, un fatto che riflette direttamente sulla qualità della loro vita. Non è però tutto, poiché le preoccupanti condizioni di salute degli amici a quattro zampe, così come la loro perdita, generano un dolore del tutto simile e sovrapponibile a quello che si prova per un parente stretto, tanto da attivare le medesime modalità di risposta.

La ricerca si rivela utile soprattutto in ambito veterinario, affinché il personale medico riesca a comprendere al meglio le emozioni vissute dal proprietario, nonché gestisca nel modo più empatico possibile la comunicazione con lo stesso. Kathrine J. Goldberg, docente di veterinaria e di cure palliative presso la Cornell University, ha infatti sottolineato come il veterinario debba essere in grado si sostenere situazioni estremamente stressanti e drammatiche per il cliente, soprattutto in caso di quadrupedi terminali. Inoltre, così come già accade per la medicina umana, con l’estensione della longevità per i quattro zampe è necessario aprire un dialogo sereno e completo proprio con i proprietari, per comprenderne le aspettative, i desideri e le paure, rispettandone le richieste nei limiti del possibile e sempre in un’ottica di minimizzazione del disagio per gli animali:

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Il peso emozionale della medicina veterinaria è significativo, in gran parte connesso all’interazione con il cliente, che può risultare particolarmente intensa in caso di malattie serie o terminali. […] Troppo spesso le raccomandazioni di trattamento vengono fatte senza chiedere al cliente quali siano le sue preferenze e i suoi limiti. Se un cliente riferisce che la somministrazione di una medicina tre volte al giorno è impossibile, prestategli ascolto. Se la somministrazione orale è difficoltosa, ma il cliente non ha problemi nell’effettuare iniezioni, questo è un punto da cui partire.

21 settembre 2017
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