Perché PETA mostra donne nude?

Per propagandare le proprie campagne, PETA utilizza spesso una modalità controversa di advertising. Rimandi al passato come il paragone con l’Olocausto, corpi spogliati come quello di Elisabetta Canalis, addirittura siti a luci rosse per vegetariani. Per quale motivo scegliere una simile strategia di comunicazione?

A rispondere a questa domanda è Lindsay Rajt, Associate Director of Campaign per PETA, dalle pagine di BlissTree. La ragione è molto semplice: più una campagna è scioccante, più i media ne parleranno e maggiori saranno le possibilità di trasmettere il messaggio di salvaguardia degli animali a un pubblico vasto.

Nulla di nuovo, perciò, rispetto a quanto si è sempre ipotizzato sulle modalità di azione dell’associazione animalista. Una modalità d’azione che, per quanto efficace, nel tempo ha sollevato numerose critiche, soprattutto nei confronti del ruolo delle donne: proteggere gli animali giustifica svilire il corpo femminile, perpetuando lo stereotipo della donna oggetto, da mostrare nuda come un trofeo?

La giustificazione di PETA anche in questo caso rientra nella necessità di creare delle campagne pubblicitarie che generino chiacchiericcio, per contrastare gli oppositori – come l’industria delle pellicce o delle carni – che non han alcun problema a trovare spazio sui media. Le donne nude, quindi, sarebbero un mezzo efficace a questo scopo, perché l’obiettivo dell’associazione non sarebbe quello di perpetuare la donna oggetto, bensì di dimostrarne l’intelligenza tramite la sensibilità per gli animali. Ma, toccata sul vivo, PETA diventa forse fin troppo elusiva: per BlissTree taglia infatti corto sostenendo come le donne sui cartelloni pubblicitari siano ben controbilanciate da altrettanti uomini nudi.

«Nel tempo, abbiamo imparato che queste campagne provocatorie e controverse tendono a essere più esposte e tendono a generare più chiacchiericcio. […] Al contrario della nostra opposizione, composta da organizzazioni particolarmente facoltose come l’industria della carne o quella delle pellicce, dobbiamo lavorare più duramente per lanciare il nostro messaggio, perché non abbiamo milioni e milioni da spendere. […] Molte delle persone che sono critiche delle nostre tattiche con le campagne con le donne nude, forse non hanno notato quanti uomini usiamo nelle nostre pubblicità».

Un giusto mezzo, in definitiva, oppure un’altra modalità per svilire il genere femminile? Al lettore l’onere di una risposta.

, BlissTree

18 marzo 2012
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