Nonostante la potenza muscolare e le lunghe zampe, che teoricamente potrebbero permettere loro di coprire lunghe distanze in breve tempo, gli animali più grandi del Pianeta non sono fra i più veloci. Elefanti, rinoceronti e giraffe, infatti, vengono ampiamente battuti da esemplari di media taglia, quali leopardi, ghepardi, leoni e molti altri mammiferi. Di primo acchito, si potrebbe pensare che la ragione di una simile lentezza sia nel peso: per quanto le zampe siano estese e muscolose, difficile è sostenere una simile massa corporea. Eppure sembra non sia questa la motivazione principale: lo svela una ricerca condotta dal German Centre for Integrative Biodiversity Research.

I ricercatori hanno studiato le velocità teoriche ed effettive di un gran numero di specie animali, dai piccoli insetti della frutta alle gigantesche balene degli oceani. È quindi emerso come gli esemplari di media taglia, si tratti di fauna terrestre o acquatica, riescano a raggiungere le più elevate velocità, anche con una costituzione muscolare meno possente rispetto a specie dalla stazza maggiore. La motivazione, tuttavia, non risiede nel peso, bensì nella gestione delle riserve energetiche: i grandi animali esaurirebbero in fretta le risorse metaboliche utili a garantire sufficiente sprint, un fatto che impedisce il raggiungimento dei ritmi di corsa teorici che la struttura corporea potrebbe loro garantire.

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Così come spiega Myriam Hunt, a capo della ricerca, gli animali più grandi consumano gran parte delle loro energie durante la fase di sprint, mentre quelli di medie dimensioni riescono a ottimizzare al meglio le loro risorse per tutta la performance di corsa:

Nel momento in cui i grandi animali cercano di aumentare la velocità con uno sprint, le riserve di energia immediatamente disponibile si consumano.

Sulla base di questo assunto, tuttavia, non si deve pensare gli animali più piccoli della Terra siano conseguentemente i più veloci. Anche in questo caso, è sempre la taglia media quella in grado di ottenere i migliori risultati:

Uno scarafaggio è più lento di un topo, a sua volta più lento di un coniglio, ancora a sua volta più lento di un ghepardo. Quest’ultimo è più veloce di un elefante. […] La parte eccitante di questo studio è constatare come possa applicarsi ugualmente bene sia agli animali di terra, di aria e di acqua.

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Il modello elaborato potrebbe tornare utile per comprendere più approfonditamente le esigenze di vita, di caccia e di fuga di gran parte delle specie animali esistenti, ma anche per ipotizzare quali velocità possano aver raggiunto esemplari estinti diverse migliaia di anni fa, animali che l’uomo non ha mai potuto osservare in natura.

20 luglio 2017
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