L’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) nel suo rapporto “Greenhouse gas emission trends and projections in Europe 2008” fa il punto sulla situazione delle emissioni di gas serra in Europa.

Gli impegni presi dall’Unione europea nel protocollo di Kyoto, che implicano una diminuzione del 5% del totale delle emissioni (8% per i paesi più industrializzati e sviluppati) rispetto ai livelli del 1990, vengono monitorati ed esaminati paese per paese.

Risulta che, mentre alcuni Stati non sono ancora in linea con gli obbiettivi stabiliti, grazie al comportamento virtuoso di altri Stati membri l’Europa sarà in grado di rispettare le percentuali di riduzione prefissate.

Analizzando i dati in controluce si scopre che:

nel 2006 quattro Stati membri dell’UE a 15 (Francia, Grecia, Svezia e Regno Unito) avevano già raggiunto un livello inferiore al loro obiettivo di Kyoto. Altri otto Stati membri dell’UE a 15 (Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo) prevedono di conseguire i loro obiettivi, ma le previsioni di tre Stati membri (Danimarca, Italia e Spagna) indicano che non realizzeranno i loro obiettivi di riduzione.

Per quanto concerne il quadro generale dei 27 paesi aderenti all’Unione europea, ancorché le stime facciano intravedere una costante regressione delle emissioni per il 2020, il traguardo del 20% di riduzione, stabilito dal Consiglio europeo nel Marzo 2007, non sarà raggiungibile se non con l’ausilio di provvedimenti suppletivi, come suggerito dalla Commissione europea nel Gennaio 2008 nel pacchetto su energia e clima.

11 novembre 2008
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