Il rapporto sullo Stato mondiale delle foreste 2009 (in lingua inglese), pubblicato ogni due anni dalla FAO e presentato a Roma nell’ambito della iniziativa “Forests in a changing world” (16-20 marzo), ha dovuto includere, dopo una prima redazione, un poscritto a causa dell’acuirsi della recessione economica.

Secondo la versione aggiornata del documento la crisi in atto determinerà a breve termine un inasprimento delle condizioni negative che peseranno sulla situazione delle foreste e del settore forestale.

In particolare, il crollo del settore edilizio ha provocato la contrazione della domanda di legna e dei prodotti in legno mentre la crisi finanziaria si ripercuote sugli investimenti industriali e sulla gestione del patrimonio forestale. La domanda di servizi ambientali si è ridotta come risultato della diminuita capacità e disponibilità a pagare per tale servizi.

È fonte di preoccupazione il fatto che i governi, ponendo al centro della loro azione l’andamento dell’economia, possano rimettere in discussione i programmi ambientali stabiliti a tutto svantaggio degli obbiettivi di mitigazione e contrasto del cambiamento climatico.

In questo quadro, l’attività di riduzione delle emissioni di gas serra dovuta a deforestazione e degrado forestale (REDD) rischia, nell’immediato, di essere compromessa.

Nonostante ciò, ragionando sul lungo periodo, la situazione di turbolenza attuale potrebbe fornire l’occasione per aprire nuovi orizzonti allo sviluppo del settore forestale che trarrebbe vantaggio dalla promozione delle energie rinnovabili nonché dalla valorizzazione del capitale naturale attraverso il rimboschimento e maggiori investimenti nella gestione sostenibile del patrimonio forestale.

Impegnandosi su questo fronte si avrebbero notevoli ricadute anche sul piano dell’incremento occupazionale calcolato in dieci nuovi milioni di posti di lavoro verdi in base a quanto dichiarato da Jan Heino, vice direttore generale del Dipartimento Foreste della FAO.

19 marzo 2009
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