Il WWF ha gettato un serio allarme sui rischi connessi all’accelerazione dei cambiamenti climatici del pianeta terra indotti dall’attività umana.

Nel resoconto “Climate change: faster, stronger, sooner” l’organizzazione si appella all’Unione Europea affinché faccia propria una politica di:

  • riduzione delle emissioni di origine antropica all’interno dei suoi confini in una percentuale di almeno il 30% rispetto ai livelli del 1990;
  • sostegno economico ai paesi in via di sviluppo in modo da rafforzare azioni di adattamento e mitigazione sociale e ambientale;

In questo senso, non sarebbero sufficientemente incisive le misure contenute nel IV Rapporto di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) perché il deterioramento delle condizioni del clima andrebbe oltre le previsioni più pessimistiche.

Le evidenze scientifiche, tratte da studi successivi e ben documentati, indurrebbero a pensare che il riscaldamento globale ha una marcia più frenetica e una portata maggiore di quanto osservato.

Se poi teniamo conto di altri aspetti inerenti la produzione, l’alimentazione, la salute, la soglia di rischio si è innalzata pericolosamente.

Danni da inondazioni, siccità, morti premature per inquinamento, intensificazione di tempeste, aggravio di costi economici, sono tutti effetti esacerbati, riconducibili ad uno scenario in cui aumenta la velocità dei mutamenti climatici.

10 novembre 2008
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