Gli ambientalisti esultano per la decisione della Corte Costituzionale, che era stata chiamata al pronunciamento dalle giunte regionali di Toscana, Emilia Romagna e Puglia.

Secondo quanto deciso dalla Consulta, prima di poter costruire una centrale nucleare sul territorio è necessario sentire il parere della Regione interessata, aspetto che ha portato a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 31 del 15 febbraio 2010, che si proponeva di disciplinare la localizzazione degli impianti e dei sistemi ad essi connessi e nel quale non era previsto il parere delle Regioni interessate.

Il parere della Regione in ordine al rilascio dell’autorizzazione per la costruzione degli impianti è invece, secondo la Consulta, obbligatorio, anche non vincolante.

Per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, la decisione ha un significato di “svolta” contro la politica energetica del Governo:

“La sentenza è di fatto uno stop all’arroganza del governo. Le centrali potranno essere realizzate solo con il consenso della regione interessata e segna una svolta importantissima nella battaglia di lotta contro la follia nuclearista del governo Berlusconi”.

La precisazione della Consulta arriva dopo che lo scorso novembre la stessa Corte Costituzionale aveva definito illegittime le leggi di Puglia, Campania e Basilicata, che vietavano la costruzione sul loro territorio di impianti per la produzione di energia nucleare, di quelli per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi e di quelli per la fabbricazione di combustibile nucleare.

2 febbraio 2011
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maibe, giovedì 3 febbraio 2011 alle9:19 ha scritto: rispondi »

mi fanno solo ridere coloro che non vogliono il nucleare in Italia, preferendo pagare l'energia molto ma molto di più rispetto al costo di distribuzione di energia prodotta da centrali nucleari italiane; ed a questi "coloro" che obiettano che per garantire la sicurezza e la salute non importa il prezzo che si paga, domando: cosa succede in Italia se una qualsiasi delle 5 centrali nucleari svizzere, o delle 59 francesi, o delle 8 spagnole, o dell'unica (per ora) Slovena, ecc. ecc (in Europa ci sono in tutto 197 centrali nucleari: 7 in Belgio, 4 in Ungheria, 15 in Ucraina, 10 in Svezia, 5 in Rep.Slovacca, 17 in Germania, 10 in Inghilterra, 6 in Rep.Ceca, 31 in Russia, e via così, come pure in Romania Olanda Bulgaria ecc. ecc.) si danneggiano o esplodono?? Noi italiani subiremmo comunque radiazioni letali. Io sono più favorevole al nuovo nucleare che si costruirebbero e mi domando quante di quelle 197 già esistenti sono vecchie, obsolete, insicure?

naturalia, mercoledì 2 febbraio 2011 alle18:13 ha scritto: rispondi »

Dopo un referendum, dopo l'acclarata inutilità e pericolisità di avviare il nucleare in Italia, chi pensa ai bambini? Chi pensa ai bambini non ancora nati cui si vogliono appioppare tonnellate di scorie che non si sa come smaltire, radioattive per milioni di anni? L'interesse è quello degli affari immediati, delle cricche, dello scempio del territorio e dell'ambiente. Non a caso, per affari, hanno ricevuto la benedizione pro-nucleare da Benedetto XVI in cambio di soprusi vaticani sugli esseri umani tutti. Nel Creato nucleare devastato, poco importa se i bambini piangeranno per la scomparsa di Bambi. Questo Governo di Bastardi deve essere incenerito !

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