Tra gli ortaggi più diffusi nella dieta mediterranea, il peperone ha di certo un posto di rilievo. Scelto sia per gustosi piatti estivi che come condimento invernale, nelle sue varietà gialle e rosse non manca di certo sulle tavole degli italiani. Ma come coltivarlo autonomamente in vaso oppure in orto?

Dal Magnum al Costadoro, passando per moltissimi altri esemplari, del peperone esistono molteplici varietà. Le pratiche di coltivazione sono simili per ogni tipologia, tuttavia la scelta dipende sia dai propri gusti che dalla zona di residenza, considerato come la pianta preferisca climi caldi per crescere rigogliosa. Per questo motivo, può essere utile chiedere consiglio al proprio fornitore di piante e semenze di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare il peperone

Il Capsicum annuum è un arbusto perenne appartenente al grande gruppo dei Capsicum, un genere di piante della famiglia delle Solanaceae. In questa famiglia, oltre al peperone, fanno parte anche numerose tipologie di peperoncini, sia destinati all’alimentazione che a scopi ornamentali. Originario del Centro e Sudamerica, il peperone è oggi coltivato in tutto il mondo: si caratterizza per piante a cespuglio di altezza variabile, dai 40 agli 80 centimetri, e foglie di verde chiaro, nonché per fiori sulle note del giallo. La parte edibile, di colore giallo, rosso o verde, è ricca di vitamine e solitamente viene consumata al forno, in frittura ma anche in conserva.

Il clima ideale è quello mediterraneo, con le temperature calde della tarda primavera e dell’estate, dove il peperone vive il suo momento di massima crescita. Pur amando l’esposizione diretta al sole, può essere tuttavia indicato prevedere delle blande coperture nelle ore più afose della giornata, per evitare dei danni al frutto. Inoltre, anche il vento eccessivo non è particolarmente utile allo sviluppo rigoglioso dell’ortaggio.

Il terreno preferito è quello a medio impasto, anche arricchito con torba, argilla, ghiaia e sassi, per aumentarne la capacità drenante. I ristagni d’acqua, infatti, portano al rapido decadimento della pianta e dei suoi frutti, creando così danni anche rilevanti al raccolto. Inoltre, è consigliata una fertilizzazione ciclica sia con concimi organici che con compost, da distribuire nel terreno di approdo con una blanda zappatura prima della messa a dimora.

L’apporto d’acqua è mediamente importante e varia a seconda del periodo di sviluppo della pianta. Il riferimento è sempre quello del terreno: non dovrà mai apparire secco ma, al contempo, nemmeno eccessivamente bagnato. In primavera, oltre ai normali fenomeni atmosferici, è indicata un’annaffiatura almeno due volte alla settimana. Alle più alte temperature dell’estate, invece, corrispondono ritmi più serrati di irrigazione, da effettuarsi preferibilmente di prima mattina o giunta la sera.

Coltivazione in orto e in vaso

Il peperone può essere coltivato efficacemente sia in orto che in vaso, sebbene la seconda opzione sia abbastanza rara, dato anche l’ingombro di piante e frutti.

Al solito, la predisposizione del contenitore e della terra piena è molto importante. Sul fondo del vaso, possibilmente di profondità importante, è necessario predisporre un letto di ghiaia, cocci o palline di argilla per aumentare il drenaggio dell’acqua. Si riempie il tutto, quindi, con del terriccio a medio impasto arricchito con torba, sabbia e sassi, a cui aggiungere del concime organico oppure del compost. In orto, allo stesso modo, è necessario zappare il terreno preventivamente, distribuendo sempre concime organico e compost per ottenere una distribuzione uniforme delle sostanze nutritive.

La coltivazione può avvenire sia a partire dai semi che tramite il trapianto di piantine acquistate, una modalità quest’ultima ben diffusa. I semi vanno interrati in semenzaio, in una cassetta riparata con un lieve strato di terreno morbido, arricchito di sabbia e torba. Dopo circa un mese e mezzo dalla disposizione in semenzaio, le piante sono pronte per essere trasferite nella dimora definitiva. La semina avviene normalmente in primavera, in previsione di un raccolto che avverrà da luglio fino a settembre inoltrato, partendo da fine febbraio al Sud e fine marzo al Nord. Per il trapianto di piantine d’acquisto, invece, il periodo ideale è quello della primavera inoltrata, solitamente tra maggio e aprile.

Tra le pratiche di manutenzione cicliche necessarie, la concimazione del terreno, l’estrazione di erbe e piante infestanti e il controllo di parassiti, insetti e altre specie dannose, tra cui anche gli afidi.

19 luglio 2015
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