Il peperoncino potrebbe aiutare nella prevenzione dei tumori del colon: sono i risultati di uno studio condotto alla San Diego School of Medicine dell’Università della California.

Lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation si concentra quindi su un particolare recettore chiamato “TRPV1″, originariamente scoperto nei neuroni sensoriali, dove agisce come segnalatore delle variazioni di calore e acidità.

La capsaicina attiverebbe questo recettore nell’intestino innescando una reazione che riduce la possibilità di sviluppare il tumore al colon. Già ampiamente utilizzato come analgesico in unguenti topici, la capsaicina, grazie alla sua capacità di “bloccare” i nervi e la recezione del dolore, potrebbe funzionare da protettore dell’intestino.

I ricercatori hanno alimentato con la capsaicina alcuni topi predisposti a sviluppare tumori nel tratto gastrointestinale: il trattamento ha comportato una riduzione della massa tumorale ed esteso la durata della vita dei topi di oltre il 30%.

Il canale recettore o ionico TRPV1 era stato classificato in precedenza come recettore del dolore: questa sarebbe infatti la sua funzione convenzionale. Tuttavia, i ricercatori della San Diego School of Medicine hanno scoperto che il TPRV1 è espresso anche dalle cellule epiteliali dell’intestino, dove viene attivato dal recettore del fattore di crescita dell’epidermide, detto anche recettore EGFR.

L’EGFR è molto importante per la proliferazione cellulare dell’intestino, il cui rivestimento epiteliale è sostituito circa ogni 4-6 giorni. Petrus de Jong, ricercatore dell’Università della California e autore dello studio, ha spiegato:

Per mantenere il normale ricambio cellulare nell’intestino, è necessario un certo livello di attività dell’EGFR. Tuttavia, se l’EGFR è incontrollato, si presenta il rischio di sviluppo più massiccio del tumore.

Gli scienziati hanno scoperto che una volta attivato dall’EGFR, il recettore TRPV1 avvia un feedback negativo diretto sulla EGFR, riducendo il rischio di sviluppo e crescita del tumore intestinale. Petrus de Jong ha concluso:

Questi risultati ci hanno mostrato che, nei ratti, il recettore TRPV1 può limitare il rischio di sviluppare il tumore all’intestino. Ma attualmente non vi è alcuna prova diretta del contrario: ovvero che la carenza di TRPV1 sia un fattore di rischio per il cancro del colon negli esseri umani. Per questo saranno necessario ulteriori ricerche.

5 agosto 2014
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