Il peperoncino è un ingrediente largamente utilizzato sia nella cucina mediterranea che in sapori più lontani – si pensi, ad esempio, al gusto tutto piccante del Messico – eppure le proprietà benefiche non a tutti sono conosciute. Certo, la tradizione popolare da sempre vede nel peperoncino un potente afrodisiaco, ma le sue peculiarità vanno ben oltre alla sfera della coppia.

Quali sono, di conseguenza, le sue principali caratteristiche e quali gli usi come rimedio naturale? Di seguito, un breve compendio.

Capsaicina

Prima di parlare delle proprietà specifiche del peperoncino, è bene conoscerne il principale dei principi attivi: la capsaicina. Si tratta di un rubefacente, ovvero di una sostanza capace di stimolare e aumentare il flusso sanguigno, contenuto in tutto il frutto. È l’elemento che ne conferisce il singolare gusto piccante e per alcune varietà, quali l’habanero raccolto con i guanti, la sua concentrazione è talmente elevata da causare bruciori alle mucose. Proprio per la peculiarità di aumentare il flusso sanguigno, la capsaicina stimola quella sensazione di “andare a fuoco”, di calore improvviso durante l’ingestione. Andando oltre le specifiche tipologie gustative, questo elemento ha poteri antireumatici, antibatterici, stimola la produzione dei succhi gastrici e combatte i problemi di intestino pigro. In aggiunta, il peperoncino si caratterizza per un’alta presenza di sali minerali, flavonoidi e vitamine, tra cui l’importantissima C.

Cuore

Peperoncino in polvere

Chili Peppers On Rustic Wooden Plank via Shutterstock Chili Peppers On Rustic Wooden Plank via Shutterstock

L’assunzione di peperoncino, purché sotto stretto parere medico, può prevenire alcune patologie cardiache. L’aumento del flusso sanguigno così come gli effetti vasodilatatori, infatti, pare siano utili a tenere vene e arterie pulite e lontano dal rischio del colesterolo, una delle cause principali di infarti e ictus. Uno studio condotto dall’Università di Cincinnati sui topi, inoltre, svela come la capsaicina contenuta nel peperoncino sia utile proprio negli attacchi di cuore: somministrata a brevissimo tempo dall’infarto, aiuterebbe l’organismo a non soccombere e aumenterebbe le possibilità di sopravvivenza in attesa dei soccorsi.

Peso

Il peperoncino ha effetti positivi anche sul mantenimento del peso forma, proprio per l’azione metabolica dei suoi principi attivi. L’assunzione, considerato il maggior apporto di sangue ai tessuti, può aiutare a bruciare i grassi in eccesso e a eliminare le tossine concentrate a livello epidermico con la sudorazione. Inoltre, pare che un apporto giornaliero di capsaicina possa essere utile nella gestione del senso di sazietà: il peperoncino, in altre parole, fa mangiare meno.

Diabete e tumori

Peperoncini rossi e verdi

Red And Green Chili Pepper via Shutterstock

Sebbene le ricerche in merito siano ancora in corso, pare che il peperoncino possa essere d’aiuto in alcune patologie croniche o letali, quali il diabete e alcuni tipi di tumori. In quel del Canada si sta studiando se la capsaicina possa essere d’aiuto ai pazienti con diabete di tipo 1, in particolare nell’evitare i collassi per livelli di glicemia troppi bassi. Vi sono stati successi interessanti sui topi, ma la sperimentazione sull’uomo non è ancora cominciata. In una ricerca condotta dall’American Association for Cancer Research, invece, si è scoperto come il principio attivo del peperoncino riduca la crescita di cellule tumorali della prostata, almeno negli animali.

Deficit sessuali

Come accennato in apertura, il peperoncino è noto nella tradizione popolare per le sue proprietà afrodisiache. Quel che la tradizione sostiene, tuttavia, trova fondamento proprio nei principi attivi già elencati: aumentando il flusso sanguigno, il peperoncino agevola la circolazione nell’area dei genitali. Dal punto di vista maschile, la vasodilatazione è d’aiuto al mantenimento dell’erezione e, di conseguenza, un uso moderato nel tempo può risolvere o prevenire problemi di lieve impotenza. Da quello femminile, invece, la vasodilatazione può predisporre i genitali alla penetrazione, favorendo anche la produzione di fluidi corporei.

8 dicembre 2013
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