Pubblicati i dati del rapporto Pendolaria 2014 di Legambiente. L’associazione ambientalista traccia un quadro dettagliato in merito allo stato della rete ferroviaria in Italia, divisa a metà tra incremento delle tratte ad alta velocità e i tagli ai servizi locali per i pendolari.

All’incremento dell’offerta per Frecciarossa e Italo, si legge nel rapporto Pendolaria 2014, alcune Regioni italiane hanno fatto corrispondere un taglio ai servizi o agli investimenti nel trasporto locale. Una pratica che sta marcando in misura sempre maggiore la doppia velocità a cui “viaggia” la rete ferroviaria italiana, a netto svantaggio dei pendolari regionali.

Se da un lato in Sicilia dal 2002 vengono tagliati servizi e tratte locali, spiega Legambiente, senza procedere ad alcun tipo di investimento, dall’altro le tratte che interessano le grandi metropoli si è verificato un aumento dell’offerta fino al 450% (es. Frecciarossa Roma-Milano). Esistono inoltre esempi come Alto Adige, Toscana e Puglia, dove l’incremento degli investimenti ha premiato le Regioni con una crescita costante dei viaggiatori.

Piuttosto differente appare invece il panorama per coloro che utilizzano, secondo il report di Legambiente, i treni Regionali e Intercity. Questi ultimia hanno visto un taglio dell’offerta, nel periodo 2010-2013, pari al 23%. Riduzioni fino al 31% analizzando nel dettaglio la situazione di Genova, dove i treni che attraversano la città (direttiva Voltri-Nervi) sono stati ridotti da 51 a 35. Cancellazioni anche a Roma (tratta Fiumicino Aeroporto-Fara Sabina), dove 75.000 pendolari devono affrontare la soppressione dal servizio di tre viaggi. Questo malgrado il servizio reso fosse garantito, già prima dei tagli, per il trasporto di appena 50.000 di loro.

Legambiente denuncia inoltre un evidente paradosso: mentre tra il 2009 e il 2012 i pendolari erano segnalati in aumento (+17%), lo Stato tagliava i fondi destinati alle ferrovie del 25%. Il degrado e l’insicurezza dei trasporti che ne sarebbe derivata avrebbe causato una riduzione del numero di viaggiatori locali, frutto anche del contemporaneo aumento del prezzo dei biglietti: +20% in Calabria, +47% in Piemonte, +25% in Abruzzo e oltre il 21% in Toscana (pur con l’introduzione di tariffe ridotte per i meno abbienti), solo per citare alcuni esempi.

Ne emerge un quadro frammentato e composito, ma dal quale si nota come lo spostamento degli investimenti abbia giocato un ruolo chiave nel miglioramento o peggioramento della situazione per i viaggiatori. Nuova attenzione per i pendolari è quindi ciò che chiede il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini:

La situazione che i pendolari stanno vivendo deriva dai tagli al trasporto pubblico e dall’assenza di controlli di cui sono responsabili il Ministero delle Infrastrutture e le Regioni. Non è colpa dei Frecciarossa se la situazione è così difficile per i pendolari come per chi si muove sulle direttrici nazionali “secondarie”.

Però è vero che quel successo è figlio di investimenti e attenzioni, che oggi si devono spostare nelle aree urbane per dare risposta a quasi 3 milioni di cittadini e ai tanti che vorrebbero lasciare a casa ogni giorno l’automobile per prendere un treno. Senza un cambiamento radicale aumenteranno le differenze tra una parte e l’altra del Paese.

19 dicembre 2014
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