La Cina torna al centro delle polemiche per le violenze inflitte agli animali d’affezione, i cani in particolare. A seguito delle critiche per il ricorso alla carne canina e felina, oggi esplode un nuovo caso: quello dell’utilizzo della pelle per la fabbricazione di guanti, scarpe e altri prodotti d’abbigliamento. È PETA a denunciarlo, con tanto di fotografie e filmati.

L’organizzazione animalista ha spiegato di aver visitato sei impianti di produzione nell’ultimo anno, dove ha testimoniato la mattanza di cani per la realizzazione di indumenti in pelle. Stando a quanto rivelato, anche dalle immagini del cruente video reso disponibile, un gran numero di esemplari verrebbe catturato e ucciso brutalmente: si parla di 100-200 capi ogni giorno. Così spiega l’associazione:

L’indagine sotto copertura di PETA Asia rivela come i cani siano bastonati e uccisi, affinché la loro pelle possa essere utilizzata per guanti, cinture, giacche, giocattoli per gatti e altri accessori.

Gli animali, molti dei quali randagi, verrebbero prima colpiti con violenza con una mazza sul capo, quindi sarebbero appesi ad apposite strutture con la gola tagliata, per agevolarne il deflusso del sangue. Il business, così come riportato da Reuters, sarebbe fortemente collegato all’uso di carne di cane nella cucina cinese: vi sarebbero degli incaricati pronti a passare di ristorante in ristorante per raccogliere le pelli degli ormai deceduti quadrupedi. Così spiega un produttore di indumenti in pelle rimasto anonimo:

Ci sono ristoranti che vendono carne di cane e persone che mangiano carne di cane. Questi locali hanno una persona che appositamente passa a raccogliere le pelli. Accade in tutta la nazione.

La China Leather Industry Association avrebbe declinato ogni richiesta di intervista, specificando di non aver notizia del ricorso a prodotti di origine canina fra le aziende associate. Nel mentre, scatta la paura nel resto del mondo: il timore è che parte di questi manufatti siano stati esportati, poiché parrebbe non sia insolito vengano marchiati come pelle bovina e ovina.

Di seguito il filmato pubblicato da PETA, la cui visione è sconsigliata ai lettori più impressionabili.

19 dicembre 2014
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I vostri commenti
marisa, domenica 21 dicembre 2014 alle23:09 ha scritto: rispondi »

è possibile sapere quali sono le marche che utilizzano queste pelli? Almeno così si possono evitarne l'acquisto

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