Oggi la città di Milano mostra tutta la sua “Mobilità Nuova”: ciclisti, pendolari e semplici pedoni si incontreranno nel pomeriggio alla Stazione Centrale per invadere – il tutto a impatto zero – il centro cittadino. L’iniziativa, nata dall’esperienza di #SalvaCiclisti già attiva da oltre un anno, vuole richiedere una città che sia a misura di mobilità sostenibile, con più piste ciclabili e tipologie di spostamento green.

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L’evento, che vedrà partecipi tutti i soggetti di #MobilitàNuova, trova appuntamento alle 14.30 davanti alla storica stazione di Piazza Duca D’Aosta. Dalle 15 partirà il corteo, che attraverserà gran parte del centro per arrivare quindi in Duomo. Sconti per chi giungerà a Milano in treno, con riduzioni sino al 40% dei biglietti Trenitalia per gli aderenti alla manifestazione.

Sono 150 le sigle di associazioni e movimenti cittadini che daranno vita a questo evento. E c’è già una polemica con la Questura, che non ha concesso la sfilata in corso Buenos Aires per motivi di ordine pubblico. Si tratta della via più gettonata per lo shopping meneghino, ovviamente sovraffollata il sabato pomeriggio: appare scontato che le istituzioni non abbiano voluto generare situazioni di rischio accorpando troppe persone in un sol luogo. Così si sono però espressi gli organizzatori:

Nota dolente è la mancata autorizzazione a sfilare nella via lunga e larga dello shopping milanese, emblema di quell’uso eccessivo e spesso scorretto dell’automobile privata che la Rete s’impegna a contrastare.

Tra le domande del corteo della Mobilità Nuova, la richiesta di un miglior bilanciamento della spesa in trasporti. Così spiega Simone Dini, portavoce della Rete:

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Oggi il 75 per cento dei fondi pubblici nel settore viene impiegato per soddisfare il 2,8 per cento della domanda di mobilità (questa è infatti la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 km), mentre agli interventi nelle aree urbane, al pendolarismo, al trasporto pubblico locale, alla ciclabilità e al trasporto individuale non motorizzato vengono lasciate le briciole. Si continuano a costruire autostrade e infrastrutture ferroviarie per l’alta velocità, mentre la stragrande maggioranza degli italiani aspetta per ore un autobus sotto l’acqua, viaggia stipato come in un carro bestiame sui treni regionali per andare a lavoro, pedala e cammina intossicato e tra mille pericoli nei centri delle nostre città.

Proprio in merito all’alta velocità, si raccoglieranno le firme per una legge d’iniziativa popolare per vincolare i tre quarti delle risorse statali del trasporto alle modalità di spostamento collettivo, disincentivando così il ricorso a mezzi individuali. E vi è già una risposta parlamentare, con la formazione di un intergruppo – Mobilità Nuova / Mobilità ciclabile – composto da 57 deputati e senatori per una maggiore attenzione ai trasporti cittadini.

4 maggio 2013
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