Si è soliti ritenere la tosatura della pecora, il cui manto viene utilizzato per la produzione della lana, una procedura rapida e indolore, seppur con un minimo stress per l’animale coinvolto. Così non è in molti allevamenti australiani, almeno stando a un filmato shock diramato dall’associazione PETA: gli esemplari ripresi, infatti, vengono brutalmente malmenati e feriti. La RSPCA ha quindi deciso di vederci chiaro e di avviare un’indagine per identificarne i colpevoli.

Il filmato sarebbe stato realizzato con l’ausilio di telecamere nascoste, indossate da alcuni volontari PETA che si sono finti lavoratori stagionali nelle fattorie coinvolte. Le immagini sarebbero state raccolte nel corso dell’ultimo anno e riguarderebbero ben 19 aree di tosatura in tre zone diverse dell’Australia. Ne emerge un report struggente, delle consuetudini dai contorni davvero horror.

La pratica comune vuole che le pecore siano ripetutamente colpite sul volto, sia con pugni che con bastoni improvvisati, pur di stordirle e rendere quindi la tosatura più agevole. L’animale, sentendosi costretto e spaventato, è normale si dimeni pur di liberarsi. Non è però tutto: il passaggio con i rasoi elettrici viene effettuato senza alcun criterio pur di massimizzare i tempi, così può capitare che la pelle dell’animale venga profondamente ferita, per un vero e proprio bagno di sangue. Come se non fosse abbastanza, l’animale viene immobilizzato a livello del collo sotto il peso di piedi e ginocchia, quindi può perdere momentaneamente i sensi dato il blocco della respirazione. Al termine dell’operazione, infine, l’erbivoro viene scaraventato con forza nella stalla.

Stando a quanto sottolineato da PETA, sarebbero più di 70 gli addetti coinvolti nella violenze, ma l’esatta locazione degli allevamenti non verrà rivelata per garantire la sicurezza e l’incolumità degli infiltrati. I maltrattamenti sarebbero incentivati dal tipo di contratto optato in Australia per i lavoratori, molto spesso stagionali e pagati a volume anziché a ore: una situazione che giustifica qualsiasi mezzo, anche quelli legalmente illeciti, pur di massimizzare la produzione e quindi guadagnare il più possibile. L’associazione animalista ha perciò invitato il grande pubblico a non comprare lana o abiti in questo filato, poiché anche la tosatura più etica comporterebbe sempre un certo livello di violenze fisiche e psicologiche sugli animali.

Visionato il filmato, la RSPCA ha però deciso di passare all’azione per identificare i responsabili, nonostante PETA non abbia intenzione di svelare dettagli ulteriori, come spiegato poc’anzi. Le normative australiane vietano infatti quella che è una vera e propria barbarie e, nonostante le sanzioni siano differenti da stato a stato, i colpevoli possono incorrere in una multa di 22.000 dollari e nella reclusione fino a 5 anni.

Di seguito, il filmato PETA. Attenzione: date le immagini cruente, la visione è fortemente sconsigliata agli utenti più sensibili, così come il video stesso ricorda a inizio riproduzione.

11 luglio 2014
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I vostri commenti
eraldo, mercoledì 24 febbraio 2016 alle14:07 ha scritto: rispondi »

la colpa di queste persone che fanno questo lavoro sicuramente è dovuta al fatto di aver bisogno di guadagnare,e siccome presumo che il guadagno è per il numero dei capi tosati ;la carogna principale di questa cosa vergognosa è dovuta alla responsabilita del titolare e/o di chi l'ho rappesenta

PAOLA, mercoledì 24 febbraio 2016 alle13:09 ha scritto: rispondi »

NON HO PAROLE C'E' SOLO DA VERGOGNARSI AD ESSERE UOMINI....

alfredo1, domenica 13 luglio 2014 alle8:33 ha scritto: rispondi »

spero che le autorità Australiane che ammiriamo per come sorvegliano e fanno rispettare le regole nel Paese ora prendano un provvedimento disciplinare assolutamente efficace per far cessare questa violenza verso animali indifesi e sfruttati da L'UOMO per la loro lana preziosa....

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