400 tra pecore e capre per evitare gli incendi: è la curiosa decisione presa dall’aeroporto di San Francisco, per proteggere la vegetazione e la struttura di uno dei luoghi di partenza e arrivo più importanti al mondo. Ma da dove deriva la singolare alternativa?

>>Leggi delle pecore nascoste in uno scantinato di Milano

La California è da sempre uno stato a forte incidenza di incendi estivi, sia per le caldissime temperature che per l’azione dolosa dell’uomo. Per evitare di minacciare aeroporti e le vicine abitazioni, allora, gli esperti consigliano l’eliminazione di arbusti e piccole pianticelle nei pressi delle grandi strutture, la vegetazione più a rischio incendio e più portata alla rapida propagazione delle fiamme. Anziché assumere un nugolo di giardinieri, però, si è optato per il ricorso agli ovini.

Il progetto è nato da una collaborazione dell’aeroporto di San Francisco con l’organizzazione Goat R Us: 400 pecore e capre brucheranno i prati vicino alla struttura dall’estate all’inizio dell’autunno – i periodi a più rischio incendio – eliminando con la loro alimentazione i vegetali più a rischio. Un’iniziativa che non solo riporta in città gli animali, da sempre prescelti per contenere la crescita indisturbata di erba e pianticelle, ma che garantisce anche a un grande risparmio per le casse dell’aeroporto: si spende poco più di 14.000 dollari l’anno per la gestione di oltre 7.000 acri di terreno. Il lavoro degli ovini, già in corso dall’inizio di giugno, ha talmente soddisfatto gli esperti che pare verrà presto esteso anche all’O’Hare International Airport di Chicago. E sembra che le pecore e le capre siano già riuscite, in quel di San Francisco, a creare un condotto di diverse decine di metri di larghezza che fungerà da barriera alle fiamme qualora vi fosse un incendio nelle zone limitrofe alla struttura.

Goat R Us è un’organizzazione che dispone di 4.000 ovini, diffusi in gran parte degli Stati Uniti per la manutenzione del verde pubblico, del ciglio delle strade o dove l’eccesso di vegetazione costituisce un grave pericolo alla sicurezza dell’uomo. Presenti soprattutto in California, l’instancabile “lavoro” delle pecorelle sta incuriosendo un numero sempre più grande di istituzioni locali.

10 luglio 2013
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I vostri commenti
Graziano Ganzit, mercoledì 10 luglio 2013 alle22:49 ha scritto: rispondi »

Sarebbero da inserire negli aeroporti militari così, in attesa della guerra, i soldati potrebbero auto-mantenersi facendo i pastori.

antonio, mercoledì 10 luglio 2013 alle22:43 ha scritto: rispondi »

sono più adatti gli asini perché mangiano anche sterpaglie e arbusti

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