Quando si ristruttura un appartamento, la scelta della pavimentazione è sempre difficile. Non solo per lo stile, poiché il pavimento determinerà il calore visivo dell’ambiente, ma anche per i materiali da impiegare. Quali sono i più naturali e quali alternative scegliere?

Sul fronte della ristrutturazione, in fatto di pavimenti naturali la prima ipotesi che balza alla mente è il legno. Eppure alcuni prodotti insospettabili sono del tutto amici dell’ambiente. Di seguito, qualche consiglio.

Parquet e altri pavimenti in legno

Una pavimentazione in legno dona sempre molta eleganza alla casa e, rispetto alla più classica ceramica, anche quel calore visivo immediatamente riconoscibile. I colori intensi del materiale, infatti, sono già di per sé arredamento. Come facile intuire, a meno che non sia trattato con particolari procedimenti, il legno è sempre naturale ed ecosostenibile, quindi facilmente riutilizzabile e riciclabile qualora in futuro si decidesse di modificare l’aspetto di un appartamento o di rinnovare parquet e simili.

E proprio dal parquet si comincia questa trattazione: è il tipo di pavimentazione in legno più richiesto e si caratterizza per un certa consistenza. Le normative europee includono nel parquet componenti dallo spessore di almeno 2,5 centimetri, mentre per la tipologia di legno utilizzato vi è l’imbarazzo della scelta. Solitamente la provenienza è nobile – pino, rovere, wengé, faggio, olivo, padouk e molti altri – e l’aspetto finale estremamente ridefinito, con una pavimentazione liscia, perfettamente allineata di pannelli e gradevolissima alla vista. Le operazioni di manutenzione potrebbero essere anche importanti, sebbene le modalità costruttive degli ultimi anni allontanino fortemente il rischio il parquet si possa inavvertitamente rovinare o graffiare.

Qualora si preferisse invece un effetto più vissuto e tradizionale, il parquet può essere sostituito dai vari listoni per edilizia, anche in tipologie semi-grezze. Fra i più famosi vi è sicuramente il legno composito, ovvero derivato dall’abbinamento con altri materiali naturali, per ridurne i costi e anche l’impatto ambientale. Il successo del legno composito, infatti, è andato di pari passo con una maggiore sensibilità ai problemi della deforestazione: riduce, infatti, le necessità di grezzo in fase produttiva. In alternativa, le offerte più moderne vedono anche il ricorso al legno rigenerato, ovvero riciclato da altre pavimentazioni oppure rimesso a nuovo dopo tanti anni dalla posa. Riporta i vecchi pannelli all’antico splendore – anche per lo stesso parquet – riducendo al minimo le spese di ristrutturazione e il peso sull’ambiente.

L’ultima tendenza in fatto di arredamento è quella anche di ricorrere ad altri alberi oltre ai classici rovere e faggio, ad esempio con sughero, teak, betulla, bambù e molti altri. La scelta di questi legni deriva anche dagli usi previsti della casa, nonché sul loro impatto in termini di sostenibilità. Il sughero, ad esempio, è mediamente economico ma soffre facilmente i danni del tempo: per ogni tipologia, di conseguenza, è meglio farsi consigliare da un esperto, che potrà vagliare la soluzione migliore caso per caso.

Altri materiali naturali

Non di solo legno è fatto il pavimento naturale. Esistono moltissimi altri materiali, sia d’estrazione minerale che vegetale, che possono aiutare a rendere la casa più sostenibile e riciclabile. Si parte dal linoleum, ultimamente tornato in voga: la composizione vede infatti principalmente il ricorso a olio di lino, farina di legno, farina di sughero e juta naturale, a cui si aggiungono quindi coloranti spesso e resine spesso vegetali.

Anche le pavimentazioni in pietra e marmo sono completamente naturali, sebbene d’impatto più freddo rispetto a legno e linoleum, e lo stesso vale per molti tipi di moquette in fibra naturale, soprattutto quelle sempre in juta. E se si volesse ristrutturare casa spendendo poco, di gran moda nell’ultimo biennio sono i pavimenti in legno flessibile adesivi, da applicare sulla pavimentazione già esistente, per interventi rapidi e del tutto indolore.

29 marzo 2015
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