Patologie cardiache dei gatti

Anche i nostri amici gatti possono ammalarsi di cuore e subire patologie cardiache di vario genere, anche di tipo invalidante. La particolarità spesso è data dalla mancanza di sintomi evidenti, che impediscono di intercettare per tempo la malattia. Solitamente i segni più appariscenti sono in realtà comuni a molte altre malattie, si palesano in modalità discontinua e a volte subdola. Anche l’eventuale presenza di disturbi cardiaci è difficilmente intercettabile tramite visita veterinaria, per questo sarà indispensabile effettuare controlli specifici almeno una volta l’anno.

Vista la poca predisposizione felina all’esercizio, risulta complicato individuare la presenza di eventuali affanni, problemi cardiaci e soffi al cuore. Per questo motivo la malattia continua a progredire in modo silente, mentre i sintomi si manifestano in fase avanza e collateralmente attraverso problematiche differenti, come magrezza eccessiva, edema polmonare, a volte zoppia intermittente e paralisi del treno posteriore. Controlli costanti e di routine potrebbero favorire il veterinario, per vagliare la necessità di eventuali accertamenti.

Sintomi e cause

Gatto stanco

Gatto Domestico Nero via Pixabay

Le patologie cardiache possono colpire gatti di ogni età e razza, può esistere una predisposizione di tipo genetico o ereditario. Oppure una casistica legata all’età avanzata e alla presenza di altre malattie. Possono avere un’origine sconosciuta, oppure essere generate da disfunzioni legate al metabolismo, a infezioni e processi tossici. Le più frequenti sono le miocardiopatie, quelle che riguardano il muscolo cardiaco. Solitamente si distinguono in ipertrofica, dilatativa, restrittiva e aritmogenica del ventricolo destro.

L’ipertrofica si manifesta con un ispessimento del miocardio e con la riduzione del lume ventricolare, i sintomi più comuni sono vomito, tosse con affanno, uno stato di debilitazione, inappetenza, respirazione a bocca aperta e stanchezza che lo porta ad accucciarsi. La dilatativa è molto più rara perché causata dalla mancanza dell’ amminoacido della taurina, ora parte integrante di molti cibi e integratori in commercio. La miocadiopatia restrittiva è determinata da un irrigidimento delle pareti del miocardio con relativo versamento interno di sangue. Infine, l’aritmogenica è determinata da un’’infiltrazione grassa o fibroadiposa della parete del ventricolo sinistro.

Cure

Le cure più comuni contemplano visite di controllo specifiche presso lo studio veterinario di fiducia, dove verranno prescritti medicinali idonei alla singola casistica e allo stato di gravità della patologia. Il primo passaggio riguarderà il cambio della dieta, che dovrà risultare povera di sodio e grassi, quindi garantire al gatto una condizione di relax e tranquillità. Il medico potrà prescrivere medicinali differenti in base alla gravità della condizione, nei casi gravi, potrà essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

21 marzo 2014
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