L’amore per la propria terra opposto ai desideri dei colossi dell’edilizia. È intorno a questo tema che si è svolta la vicenda che vede protagonista Ovidio Marras, pastore sardo di 85 anni e strenuo difensore di quel patrimonio naturale conosciuto con il nome di Capo Malfatano. Un paradiso naturale situato nella zona sud-ovest della Sardegna, in Provincia di Cagliari.

L’ottantacinquenne pastore sardo ha deciso di opporsi alla costruzione di un resort di lusso nei pressi della spiaggia di Tuerredda, un’area tra le più affascinanti della Sardegna, nonostante fossero coinvolti nella sua realizzazione nomi “forti” quali Caltagirone, Toti, Marcegaglia e Benetton. Evidente sin dall’inizio la determinazione di Marras:

Se ho ragione è giusto che vinca io questa battaglia. Devo vincerla per forza, anche se quelli hanno molti soldi.

Troppo l’amore per la sua terra e per quella che è la storia della sua famiglia per cedere alle pressioni delle lobby, anche quando queste sono arrivate oltre i limiti che avrebbe potuto immaginare. Un abuso contro il quale Marras ha scelto di lottare fino all’ultimo grado di giudizio possibile, la Cassazione. Vincendo. Come ha dichiarato lo stesso Marras:

Qui mi avevano preso per scemo, ma io non mi sono arreso. Volevano circondarmi di case, volevamo intrappolarmi nel cemento, forse speravano che me ne andassi. Adesso però saranno costretti a buttar giù tutto. Non era accettabile che noi dovessimo andar via da qui, da casa nostra, per far posto ai ricchi. Questo posto è di tutti e io lo dovevo difendere.

Secondo quanto stabilito dalla Cassazione non sarà possibile realizzare la maxi colata di cemento nelle terre del signor Marras e in quelle circostanti. Le costruzioni già realizzate andranno inoltre abbattute. Niente più, ma neanche meno di quel che poteva sperare un uomo il cui amore per la propria terra ha saputo sconfiggere anche i poteri forti delle banche e delle lobby dell’edilizia:

Non sono uno che sogna di vivere in un posto di lusso. Non so neanche dove sia la Costa Smeralda. Io voglio continuare a vivere in questa terra, voglio che la lascino così come l’abbiamo conosciuta.

9 febbraio 2016
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I vostri commenti
Piero, mercoledì 10 febbraio 2016 alle13:08 ha scritto: rispondi »

Bravo... Ovidio, ammiro il Tuo coraggio.... ci vorrebbero molte persone come te, amanti dei luoghi stupendi che da Te oramai sono rari. Sono con te.

lorenza tosato , mercoledì 10 febbraio 2016 alle10:41 ha scritto: rispondi »

Mi chiedo perché non si riesca a capire che i nostri paesaggi e la nostra arte sono l'industria che ci permetterebbe di vivere tutti meglio, sia dal punto di vista economico, ma soprattutto nella qualità della vita di tutti noi e di chi verrà dopo di noi. Questo solo rispettando ed amando l'ambiente dove viviamo.

Elio Corinaldesi, martedì 9 febbraio 2016 alle22:21 ha scritto: rispondi »

I giovani e gli amministratori prendano esempio da questo ottantacinquenne! Se vogliamo salvare il ns. Paese dobbiamo essere tutti cittadini responsabili e "vigili"!

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