È l’ennesimo pasticcio in fatto di energia e rinnovabili il provvedimento “Spalma incentivi” presentato ieri dal Ministro Guidi che si inoltra nel solco già tracciato da molti altri provvedimenti fatti all’impronta dell’improvvisazione e del mutamento del “clima” politico, senza l’ombra di una strategia, nemmeno la discutibile SEN dell’allora Ministro Corrado Passera che giace da tre anni, con tutti i propri limiti, in qualche polveroso cassetto. E il maggiore indizio di ciò è proprio nelle parole usate dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi che in conferenza stampa ha detto che:

gli interventi proposti non vogliono essere punitivi per nessuno e tanto meno per le FER. Lo spalma-incentivi FV, riguarda solo 8.600 soggetti, ossia il 4% dei 200 mila operatori complessivi, (sopra i 200 kWp N.d.R) ma questi pochi soggetti percepiscono il 60% degli incentivi.

La logica quindi è chiara. Si è prima fissato un obiettivo di “risparmio”, il 10% presente nelle slide di marzo del Governo di Matteo Renzi, si è identificata una platea di beneficiari possibili – magari stando attenti a lisciare il pelo al proprio elettorato – ossia le PMI alimentate a bassa e media tensione e solo dopo ci si è posti il problema di dove trovare le risorse, stando bene attenti a non pestare i piedi alle grandi utilities che, come nel caso di Sorgenia, hanno i conti traballanti non a causa delle rinnovabili – che nei primi anni 2000 erano ampiamente prevedibili come descritto chiaramente dalla relazione dell’Autorità per l’Energia e per il Gas nel 2006 – ma per l’investimento massiccio sui cicli combinati, ben 21 GWe e oltretutto senza tenere presente che i consumi elettrici sarebbero stati stabili, anche in assenza della crisi, per i massicci investimenti in efficienza energetica da parte che gli energivori avevano iniziato fin dagli anni novanta.

In questo quadro il Governo ha vivacchiato mettendo la toppa aprendo una voragine prima di tutto sul fronte della credibilità internazionale, poiché i “pochi” soggetti interessati hanno le spalle forti oltre confine e specialmente in ambienti economico-finanziari che hanno gli occhi puntati sul nostro paese, ma sopratutto è messa in dubbio la credibilità dell’esecutivo di mettere in piedi una seria politica industriale a partire dall’energia che non sia un “facciamo quello che possiamo nell’immediato”. Incentivi spalmati di altri quattro anni, oppure diminuiti unilateralmente del 10% con l’allungamento che non è indicizzato, al contrario dei nuovi incentivi per le rinnovabili britanniche che lo sono, per non parlare di ciò che stanno producendo in Germania i, pochi, milioni di euro per l’accumulo fotovoltaico che potrebbero mettere in rischio la nostra leadership, per ora indiscussa nel campo degli inverter e delle batterie.

Per non parlare dell’intervento su SEU, Riu e autoconsumo che anche se può sembrare piccola la percentuale di pagamento degli oneri di sistema dietro al contatore – 5% per gli impianti in esercizio a fine 2014, 10% dal 2015 per i sistemi incentivati e 5% per SEU non incentivati – apre la voragine dell’incertezza per i sistemi fotovoltaici che oggi iniziano ad arrivare alla market parity senza incentivi. I cicli combinati ringraziano, forse, anche perché comunque vada 18 GWe di fotovoltaico sono tuttora allacciati alla rete, producono, il picco estivo si avvicina e lo “spalma incentivi” non è ancora diventato un “taglia cavi”.

Eppure anche dalla Confindustria era arrivata una richiesta di maggiore respiro con il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, la quale ha detto proprio ieri che: «sono necessarie politiche di sistema di lungo periodo». E sul breve non finisce qui. Il ministro Guidi, infatti, ha detto durante la conferenza stampa che: «Emaneremo presto un decreto che espanderà lo spalma-incentivi, volontario, per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico». E all’orizzonte ci sono rumors di altri atti oltre a questo, potrebbero arrivare dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

19 giugno 2014
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Salvatore, lunedì 23 giugno 2014 alle9:46 ha scritto: rispondi »

Per favore, meno pubblicità. La cosa sta superando i limiti della tollerabilità.

Lascia un commento