Un piatto di pasta può essere di aiuto per dimagrire e tornare in forma. In piena lotta contro il tempo per coloro che con ansia cercano di superare l’ormai davvero prossima “prova costume”, ecco una notizia che potrebbe far tornare il sorriso a chi è alle prese con severissime diete dimagranti. Secondo gli esperti questo alimento può contribuire a una corretta gestione del proprio fabbisogno, purché si tenga conto di alcune importanti regole, come la “cottura al dente”.

La pasta è uno degli alimenti principali della Dieta Mediterranea, oltre che cibo composto da carboidrati a lenta assimilazione. Questo fa sì che questo piatto sia in grado di supportare le nostre esigenze energetiche durante un periodo più lungo, evitando così la formazione delle riserve. Non altrettanto avviene ad esempio con il pane bianco, il cui apporto è più rapido e quindi meno indicato per un regime dietetico più rigido.

Riunitisi per la presentazione del Documento di Consenso internazionale sull’Indice Glicemico (IG), alcuni dei massimi esperti mondiali nel campo dell’alimentazione hanno indicato nella pasta uno dei cibi che meno incidono, nell’incremento successivo all’assunzione, sul nuovo indice. I valori di riferimento sono stati identificati in tre fasce: alto valore IG (maggiore o uguale a 70), medio (compreso tra 56 e 69) e basso (inferiore a 56).

Attenzione particolare deve però essere messa nel rispetto dei tempi di cottura, come spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy:

Per una dieta sana non basta tener conto dei grassi, ma anche dei carboidrati, della loro quantità ma soprattutto della qualità. Da questo punto di vista, il carboidrato che ne esce meglio è la nostra pasta che, se è di grano duro e cotta ‘al dentÈ ha un IG di 45, preferibile al pane bianco (70). Ma se la pasta è troppo cotta l’IG sale. Così come sale l’IG dei riso e di tutti i carboidrati contenenti amido se la cottura viene prolungata.

13 giugno 2013
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