Pasta e pesticidi: Tribunale di Roma dà torto alle aziende produttrici

Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso di alcune aziende produttrici di pasta e dell’Aidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, in merito alla pubblicazione sul sito dell’associazione GranoSalus di alcuni articoli sul grano duro. Il giudice Cecilia Pratesi ha rigettato l’istanza di Barilla, De Cecco, Garofalo, Divella e La Molisana.

Le aziende produttrici chiedevano la cancellazione di articoli che mettono in evidenza il rischio di alcune sostanze. Glifosato, DON e cadmio secondo GranoSalus si troverebbero nei grani duri che vengono importati dall’estero per la produzione della pasta nel nostro Paese.

Tutto è iniziato nel febbraio dell’anno in corso, quando GranoSalus ha fatto analizzare in laboratorio dei campioni di pasta di diverse marche per comprendere se fossero presenti delle sostanze pericolose, come ad esempio cadmio, piombo, glifosato e DON.

L’associazione aveva concluso che in tutti i prodotti analizzati fossero presenti piccole quantità di queste sostanze, arrivando in due casi a superare i limiti consentiti per legge in riferimento alla tutela dei bambini. GranoSalus aveva anche sospettato che non si può parlare di pasta italiana. Le aziende produttrici avevano chiesto di conseguenza al Tribunale di decidere sulla pubblicazione di informazioni che ritenevano diffamatorie e lesive delle proprie immagini. La richiesta delle case di produzione non è stata però accolta.

Il giudice ha spiegato nella sua ordinanza che i consumatori possono avere l’interesse a ricevere informazioni su eventuali pesticidi nella pasta, per evitare che i prodotti vengano somministrati ai bambini nei loro primi anni di vita, anche se in genere non si tratta di alimenti destinati alla prima infanzia. Nell’ordinanza si può leggere:

È vero che le quantità di contaminanti rilevati nella pasta non risultano superiori ai limiti di legge, ma è vero anche che la presenza di tali sostanze può legittimamente indurre gli analisti a dubitare della miscelazione del prodotto italiano con grani esteri, posto che nel territorio nazionale la presenza di DON è tendenzialmente da escludere.

L’Aidepi intanto ha spiegato che il Tribunale ha rigettato la richiesta solo perché nel frattempo gli articoli sono stati rettificati e le informazioni attualmente vengono riportate come ipotetiche. L’associazione delle industrie della pasta ha sottolineato la conferma da parte del giudice di articoli originari “contenenti conclusioni arbitrarie”.

22 giugno 2017
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