Nei giorni scorsi è stato pubblicato un articolo dell’associazione GranoSalus in cui si sosteneva che la pasta prodotta da alcuni marchi importanti della filiera italiana fosse contaminata. La notizia ha ovviamente destato scalpore e molte aziende si sono precipitate a rispondere alle accuse.

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Tra queste è intervenuta anche Coop che, tramite una nota stampa ha dichiarato che la pasta a marchio Coop è sicura e i parametri esaminati rientrano nei limiti di legge:

Per quanto riguarda l’origine della materia prima Coop la dichiara apertamente. Quanto scritto dall’associazione Granosalus produce un allarme ingiustificato e gratuito.

I toni dell’analisi pubblicata sul sito Granosalus sono definiti dalla Coop “ingiustificatamente allarmistici”, in quanto tutti i valori ritrovati nei prodotti presi in esame dall’azienda sono nei limiti di legge:

I toni impiegati sono allarmistici, ma i valori trovati, per tutti i prodotti analizzati, sono ampiamente entro i limiti di legge, e le spiegazioni nell’articolo non sempre sono corrette. L’associazione, di recente costituzione (ottobre 2016) si pone l’obiettivo, come riportato sul sito, ‘di valorizzare il grano prodotto in Italia e nella Capitanata e di tutelare il cliente’.

Nello specifico, per quanto riguarda il DON, una micotossina, il livello di contaminazione è al di sotto di tutti i limiti stabiliti dalla normativa europea. Per la presenza di glifosato, utilizzato in Canada per far maturare rapidamente il grano duro, va detto che è permesso l’utilizzo per le culture di legumi e pomodori, ad esempio, e la rotazione dei campi può giustificare la presenza, seppur minima, di questo componente.

In ultimo per quanto riguarda la presenza di cadmio, un metallo pesante e cancerogeno, le aziende ribadiscono che la presenza è al di sotto dei limiti di legge ed è inoltre usato in molti fertilizzanti usati in agricoltura e in natura.

2 marzo 2017
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